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Ultimo aggiornamento il 26/05/2018 alle ore 09:14

Attualità e Politica

19/04/2018 | 13:40

Match fixing, Cafiero De Raho (Procuratore Nazionale Antimafia): “Sui piccoli club l'ombra delle mafie, le scommesse nelle serie minori vanno vietate”

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ROMA - «Occorre vietare le scommesse nei campionati minori e rafforzare il monitoraggio dei flussi di giocate illegali». Sono i due rimedi espressamente indicati da Federico Cafiero De Raho, Procuratore Nazionale Antimafia, al seminario “Contrastare la corruzione nello sport”, in corso oggi a Roma. Il quadro tracciato da Cafiero De Raho non induce all'ottimismo. «La modalità online è la prima fonte delle scommesse illegali. I servizi in rete sono a volte offerti dalle stesse mafie che con la loro attività coprono il riciclaggio del denaro all'estero». Particolare attenzione è stata posta dal Procuratore al sottobosco delle società minori: «L'uomo di 'ndrangheta, mafia o camorra tende ad appropriarsi del piccolo club perché attorno ad esso costruisce il suo consenso locale. Ciò rende queste società particolarmente esposte ai condizionamenti, alle frodi e al circuito delle scommesse illecite».

Ma l'interesse delle cosche non si limita ai club di piccole dimensioni. «Una recente sentenza del Tribunale di Torino (si riferisce al caso che ha coinvolto la Juventus e il presidente Andrea Agnelli, ndr) evidenzia un'azione della 'ndrangheta volta a piegare parte della tifoseria alle proprie esigenze e ad entrare pesantemente nella gestione dei biglietti. A Napoli un camorrista ha ammesso di essere entrato per anni a piacimento fino ai bordi del campo. Episodi di questo tipo dimostrano quanto sia insidioso il modo di infiltrarsi delle organizzazioni mafiose e quanto sia difficile per chi gestisce gli eventi sportivi assicurare sicurezza e legalità».
Come si reagisce? «Con una opera continua di prevenzione e controllo, emulando ciò che avviene nella normale attività investigativa. Voglio dire che bisognerebbe formare veri e propri agenti sotto copertura, persone capaci di infiltrarsi nelle società e negli organi sportivi, per scoprire comportamenti illegali. Inoltre, vanno riformate le leggi. Oggi la norma contro le frodi sportive punisce in modo irrisorio. In sostanza la si passa liscia, almeno alla prima infrazione». MF/Agipro

 

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