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Ultimo aggiornamento il 26/01/2021 alle ore 16:09

Attualità e Politica

11/01/2021 | 16:18

Coronavirus, Calugi (Fipe): “Ristoranti e intrattenimento non devono pagare per tutti: a rischio 300mila posti di lavoro”

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calugi fipe coronavirus

ROMA - «È del tutto evidente che non sono i pubblici esercizi i luoghi del contagio, ma vengono visti come uno strumento per 'spegnere' le città e diminuire i movimenti. Ma non possono essere solo la ristorazione e l'intrattenimento a pagare il costo economico di questo disastro totale». Sono queste le parole di Roberto Calugi, direttore generale di Fipe-Confcommercio, ad Adnkronos/Labitalia per analizzare la situazione di ristoranti, bar e luoghi di intrattenimento. Il dirigente della Federazione Pubblici Esercizi sottolinea come si parli di «un buon numero di imprese già fallite e di 300mila persone che rischiano di perdere il posto di lavoro». Calugi si augura «che il 2021 sia un anno di transizione, guardando all'evoluzione del vaccino e della cura, come unica vera modalità per tornare una normalità che tutti noi auspichiamo».

Una delle note dolenti è la gestione della situazione poiché «non siamo soggetti che possono aprire o chiudere a piacimento del governo, e senza il minimo coinvolgimento. Quello che ci sconvolge è aprire il giornale la mattina e leggere notizia non confermata, non smentita. Che modo è? È una mancanza totale per chi lavora» soprattutto perché «i pubblici esercizi stanno svolgendo un lavoro di grandissima responsabilità» conclude Calugi.

RED/Agipro

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