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Ultimo aggiornamento il 14/12/2018 alle ore 21:17

Attualità e Politica

30/07/2018 | 14:48

Fallimento Campione d'Italia, i curatori: “Impossibile l'esercizio provvisorio”

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campione casinò fallimento

ROMA - Casinò di Campione, niente esercizio provvisorio. La riapertura della casa da gioco, dopo il fallimento decretato venerdì scorso dal Tribunale di Como, è impossibile, secondo una nota diramata dai tre curatori fallimentari, Elisabetta Brugnoni, Sandro Litigio e Giulia Pusterla. Le motivazioni stanno in primo luogo nella convenzione stipulata nel 2104 tra il casinò e il Comune che ne è proprietario. «Tale convenzione – ricordano i curatori - prevede la decadenza dalla gestione in seguito al fallimento della società. Cessato il rapporto, sempre in base alla convenzione, la società è tenuta alla immediata riconsegna dei beni mobili e immobili al Comune. Ne consegue quindi che gli organi della procedura non sono legittimati a disporre o richiedere l'esercizio provvisorio non avendo più la disponibilità dell'azienda». Nella nota si ricorda anche come «la legge Madia del 2016 vieta alle pubbliche amministrazioni, nei 5 anni successivi alla dichiarazione di fallimento di una società a controllo pubblico, di costituire nuove società o di acquisire o mantenere partecipazioni in società che gestiscono i medesimi servizi della società fallita».

RED/Agipro

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