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Ultimo aggiornamento il 20/04/2019 alle ore 09:10

Attualità e Politica

20/03/2019 | 15:27

Campione d'Italia, Ceotto (Fisascat Cisl): "Con l'intervento delle istituzioni il casinò può avere un futuro"

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ROMA - «È incredibile che le Istituzioni siano insensibili nei confronti della comunità di Campione d’Italia, che si sta sciogliendo per mancanza di sussistenza, e che le stesse Istituzioni siano sorde alla chiamata di lavoratori e cittadini», così il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto ha commentato l’esito dell’incontro odierno tra il Prefetto di Como Ignazio Coccia, le confederazioni Cgil, Cisl e Uil comasche e le federazioni di categoria rappresentanti i lavoratori del Casinò di Campione Fisascat, Uilcom, Slc, Ugl Terziario, Snalc Cisal e Libersind Confsal, per discutere le problematiche connesse alla chiusura del casinò e alle conseguenze per i lavoratori e l’intera comunità campionese. È quanto si legge in una nota.
Il sindacalista ha sollecitato «l’imminente convocazione da parte del Commissario Straordinario della Casa da Gioco di Campione D’Italia Maurizio Bruschi, persona di lunga esperienza al ministero dell’Interno, che confidiamo possa valutare insieme ai sindacati le condizioni per giungere alla riapertura del Casinò, unica fonte di sussistenza per gli oltre 500 lavoratori impiegati». «Siamo convinti che se la politica farà la sua doverosa parte, la casa da gioco potrà avere ancora una vita e un futuro, così come tutti i lavoratori delle imprese di Campione d’Italia» ha aggiunto il sindacalista sottolineando che «lo scenario che dovrà affrontare il Commissario Straordinario è quello della recente sentenza della Corte d’Appello che ha aumentato l’incertezza annullando la sentenza di primo grado che dichiarava fallita la Società Casino di Campione, rimettendo in discussione l’intero iter giudiziario».
Anche il Prefetto di Como Ignazio Coccia ha intanto comunicato la disponibilità al confronto con le Parti Sociali, rimarcando «il ruolo centrale che continueranno ad avere i competenti dicasteri dell’Interno, del Lavoro e delle Finanze». RED/Agipro

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