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Attualità e Politica

08/10/2019 | 13:24

Caso Campione, nuovo capitolo al Tar Lazio: nel mirino dei dipendenti comunali i criteri delle procedure di mobilità

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ROMA - Nuovo capitolo nei tribunali amministrativi per le procedure di mobilità disposte dal Comune di Campione d'Italia nei confronti dei dipendenti comunali, in seguito alla chiusura del casinò. Nell'udienza pubblica di oggi al Tar Lazio, i legali dei lavoratori hanno ribadito le criticità della delibera basata sul decreto del Ministero dell'Interno del 2017. La norma in questione prevede che i comuni in stato di dissesto abbiano soltanto un dipendente ogni 150 abitanti, senza eccezioni: la quota che spetta a Campione d’Italia sarebbe quindi di 15 persone, contro i 102 "attivi" prima del fallimento della casa da gioco. Nel mirino dei lavoratori l'applicazione della procedura e i criteri di mobilità, che non avrebbero tenuto conto di parametri come i pensionamenti, i prepensionamenti, né della differenziazione tra le particolari situazioni dei dipendenti. Diverso il punto di vista del Comune e del Ministero dell'Interno, secondo i quali il dissesto "obbligato" di Campione - non più in grado di autofinanziarsi - ha imposto l'applicazione urgente della procedura. Impossibile, secondo l'Amministrazione, il mantenimento di oltre cento lavoratori, il cui costo mensile era di circa 1 milione di euro. La funzionalità minima del Comune sarebbe comunque stata garantita dal mantenimento di 15 persone. La decisione del Tar Lazio è attesa nei prossimi due mesi; il 4 ottobre, intanto, il commissario prefettizio Giorgio Zanzi ha emesso la deliberazione dove vengono stabiliti gli ultimi esuberi e il collocamento in disponibilità dei dipendenti che non rientrano nella nuova pianta organica. LL/Agipro

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