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Ultimo aggiornamento il 19/03/2019 alle ore 20:40

Attualità e Politica

01/03/2019 | 16:32

Capannelle, Hippogroup dice basta: “Restituiamo l'ippodromo a Roma Capitale, partono i licenziamenti”

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ROMA - «Il tempo è scaduto e restituiamo l’ippodromo Capannelle al Campidoglio cui spetterà l’obbligo di sorveglianza e manutenzione dell’impianto. Contestualmente, a malincuore, in questi giorni inizieranno le procedure di licenziamento dei nostri dipendenti, un centinaio, ai quali non possiamo più garantire la prosecuzione del rapporto lavorativo. La prima lettera di licenziamento a partire è quella dell’AD di Hippogroup, Elio Pautasso». Questa la bomba lanciata oggi da una nota di Hippogroup, concessionario uscente di Capannelle, che chiude in maniera traumatica un lungo conflitto con Roma Capitale. Pesanti, secondo quanto si legge, le critiche all'assessore alla Sport Daniele Frongia e al presidente della Commissione Sport Angelo Diario: «Questi due personaggi hanno inscenato un balletto sulla pelle dei lavoratori e degli operatori, prima ancora che su Hippogroup».
La proposta di Frongia per il canone di affitto, fissato a 66 mila euro annui, ma solo come acconto sulle future decisioni del Tribunale, è giudicata «totalmente irricevibile nella sua sproporzionata indeterminatezza che rispediamo al mittente». In generale, «nessuna azienda può programmare il futuro in queste condizioni: senza sapere se e quanto avrà disponibilità di un bene (l’ippodromo), né a quali condizioni ordinarie (canone di affitto), né se gli investimenti programmati verranno o meno recepiti».

Hippogroup nei giorni scorsi ha chiesto «che il dossier Capannelle venisse assunto direttamente e pubblicamente dal Sindaco, visto che non esiste più alcun rapporto di fiducia né con l’Assessore allo Sport né con il Presidente della Commissione Sport, ma il rifiuto, opposto ieri sera in una nuova riunione riservata, dal capo di Gabinetto, Castiglione, la dice lunga sulle reali intenzioni del Campidoglio nei confronti dei nostri lavoratori, gli operatori dell'ippica e di Hippogroup». Infine: «Volevano che ce ne andassimo e ce ne andiamo, curiosi di vedere chi verrà dopo di noi a sostenere annualmente il canone di oltre due milioni quattrocentomila, i cinquecentomila euro di TARI recentemente aumentata e i costi di gestione dell’impianto. Spetterà al Comune, ora, garantire i costi per manutenzione e sorveglianza, ricordando, per inciso, che quando si avrà il nuovo bando e, poi, il nuovo vincitore, esso, stando al nuovo Regolamento votato da questa Amministrazione, dovrà rilevare da Hippogroup tutte quelle opere non trasportabili che, quindi, il Comune di Roma dovrà curare che siano trasmesse in buono stato a chi verrà dopo di noi. Sorveglianza e manutenzione di base che a Hippogroup costano circa mezzo milione di euro al mese, cifra che, da oggi in poi, spetterà al Campidoglio pagare con i soldi dei romani».

RED/Agipro

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