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Ultimo aggiornamento il 15/10/2018 alle ore 22:15

Attualità e Politica

10/10/2018 | 17:23

Casinò di Campione, profondo rosso: buco di 132 milioni, 482 lavoratori a rischio

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ROMA - «Criticità significative nella gestione finanziaria dell’ente, sintetizzabili in una situazione di illiquidità di dimensioni imponenti». Così nel marzo scorso, la Corte dei Conti ha aperto un procedimento di controllo sulla gestione finanziaria nei confronti del Comune di Campione d’Italia, dopo la richiesta di fallimento del Casinò giunta dalla Procura di Como. La crisi della casa da gioco ha inevitabilmente provocato il dissesto del Comune, che si reggeva in gran parte sui fondi che, sulla base di una apposita convenzione, il Casinò doveva corrispondere».

La causa di fallimento ha avuto varie fasi: il 12 marzo di quest'anno i vertici del Casinò hanno fatto una richiesta (accettata) di concordato preventivo (in pratica, un piano di risanamento), per congelare l'istanza. Nello stesso tempo, il Comune ha chiesto di concedere alla società di gestione del casinò più tempo per il saldo del debito, perché, come dichiarato dallo stesso Salmoiraghi: «Se fallisce il Casinò, fallisce tutto il paese». Il 26 maggio, l'ultima illusoria speranza per il Casinò: la proroga di due mesi, concessa dal Tribunale, alla presentazione del piano di risanamento. Due mesi che però sono solo serviti a prolungare l'agonia: il 24 luglio, in vista della scadenza, il commissario liquidatore Angela Pagano ha fatto chiarezza sull'ammontare dei debiti contratti dal Casinò al 30 aprile 2018: si tratta di 132 milioni di euro, dei quali 42 spettano al Comune di Campione. Non ravvisando validi presupposti di risanamento, il commissario ha quindi deciso di bocciare il piano dell'azienda, e il 27 luglio scorso il Tribunale di Como ha dichiarato il fallimento del Casinò e nominato i curatori per seguire la gestione della casa da gioco. Il Comune di Campione, da quel momento, ha chiesto numerosi incontri al Ministero degli interni con l'obiettivo di riaprire la casa da gioco e avviare un piano di ristrutturazione, per evitare il taglio del personale del Comune dai 102 dipendenti a 20, e salvare i 482 dipendenti del Casinò per i quali, il 25 settembre scorso, è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo. Ieri l'ultimo tavolo di lavoro tra il Viminale e il ministero dell'Economia sulla questione con l'obiettivo, in attesa di un riordino complessivo delle case da gioco, di trovare una soluzione per garantire la sopravvivenza della struttura.

SA/Agipro

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