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Ultimo aggiornamento il 24/04/2018 alle ore 20:39

Attualità e Politica

12/04/2018 | 19:54

Casinò di Venezia, il sindaco Brugnaro: "Riapriremo trattativa con i sindacati"

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ROMA - Il Comune di Venezia riaprirà la trattativa con i sindacati sul contratto aziendale, che nei giorni scorsi è stato bocciato dai dipendenti che hanno partecipato ad un referendum in proposito. Lo spiega il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, dicendosi stupito per «la bocciatura da parte della maggioranza dei dipendenti del Casinò», della «pre intesa sul contratto aziendale di lavoro, faticosamente costruito dopo tante riunioni e incontri». Grazie ad un lavoro «serio e puntuale», si è riusciti «a ribaltare il trend negativo degli incassi e degli utili della Cdv gioco Spa, in totale controtendenza a tutto il settore nazionale delle altre case da gioco», ricorda Brugnaro. «Abbiamo seguito la strada del rilancio del casinò come da preciso mandato elettorale, operando nell'ottica di provare ad evitare chiusure di sede o riduzioni di personale». Il rischio, però, è che «i prossimi pronunciamenti del Tribunale del Lavoro» in merito ai ricorsi presentati da alcuni dipendenti «possano mettere in crisi l'equilibrio economico finanziario del Casinò, con tutte le conseguenze del caso», prosegue il sindaco.

L'intesa firmata solo da alcuni sindacati prevedeva appunto che i dipendenti ritirassero i ricorsi, e prevedeva la decadenza del contratto nel caso in cui i ricorsi non fossero stati ritirati e il Tribunale ne avesse accolto anche uno soltanto. Ma ora i dipendenti l'hanno bocciata, pertanto «riapriremo la trattativa, senza che questo faccia pensare che cederemo sull'idea testarda del rilancio della casa da gioco nell'interesse dei lavoratori ma soprattutto dei cittadini, che sono i veri proprietari dell'azienda». Ma «dobbiamo ripartire dalla consapevolezza che le organizzazioni sindacali dovranno prima di tutto cercare una sintesi al loro interno per proporre, una volta per tutte, una piattaforma contrattuale completa e condivisa in tutti gli aspetti», perché «non si può pensare che siano solo la proprietà e l'azienda a dirimere le diverse posizioni sui punti controversi», conclude il sindaco. «Ci prenderemo il tempo necessario che però, avviso, non sarà infinito». RED/Agipro

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