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Ultimo aggiornamento il 18/07/2018 alle ore 19:03

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31/01/2018 | 16:32

Slot, Cassazione: ok a sequestro della Procura di Torino per 500 apparecchi con "Star Wars"

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ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dei sequestri effettuati a fine 2016 dalla Procura della Repubblica di Torino, che dispose i sigilli a oltre 500 slot machine in tutta Italia. Nell’operazione portata avanti nei confronti di due società con sede in Emilia Romagna - una produttrice e una distributrice di apparecchi - le accuse mosse erano di contraffazione e alterazione di marchi registrati di proprietà della major americana Lucasfilm. Sotto indagine erano finite due schede di gioco, Fortune Coin NE16 e Space Wars 70, che presentavano segni caratteristici della serie Star Wars. La sentenza della Cassazione si sofferma in modo particolare sulla seconda e sul ricorso presentato dal titolare di una delle società contro il sequestro confermato dal Tribunale del Riesame. Per i giudici della Quinta sezione non regge la tesi dell’indagato, secondo cui il pubblico ministero aveva erroneamente applicato le norme, «scegliendo di dissimulare un sequestro preventivo nelle forme di un sequestro probatorio». Per il Collegio il pm «aveva ordinato la perquisizione dei locali delle società interessate e dei luoghi ove risultavano installate le macchine da gioco che doveva presumersi contenessero le schede che utilizzavano  illecitamente i personaggi della nota saga cinematografica». Un passo necessario per dimostrare che «la documentazione e le schede sottoposte al sequestro probatorio fossero tutti beni pertinenti al reato perché era proprio da questi che si potevano desumere gli elementi di prova del delitto contestato». La successiva restituzione degli apparecchi «privati della scheda», dimostra «l'intento del pubblico ministero, volto a limitare il vincolo ai soli oggetti strettamente necessari, operazione non attuabile nell'immediatezza non potendosi richiedere a chi doveva operare le perquisizioni e i sequestri di effettuare la disinstallazione della scheda». La Cassazione ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso. LL/Agipro

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