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Ultimo aggiornamento il 21/06/2018 alle ore 16:00

Attualità e Politica

14/06/2018 | 15:54

eSports, Cito (Pres.Federazione Italiana Taekwondo): “Le Olimpiadi non sono un miraggio, ma serve uno sforzo culturale"

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ROMA - Il giro d’affari e il numero di fan e praticanti è in continua crescita. Il Comitato Olimpico Internazionale ha affermato che hanno pari dignità con gli sport “tradizionali”, aprendo clamorosamente a questa innovativa disciplina. Gli eSports sono uno dei “trend topic” più caldi e a breve potrebbero fare il grande salto, venendo inseriti tra le discipline olimpiche. Di questo, e di tanto altro, si è parlato ieri durante la Social Media Week a Milano. “eSports: lo spettacolo è iniziato” è il titolo del convegno, organizzato da Gioconews, durante il quale i principali esperti in Italia hanno analizzato lo stato dell’arte dei tornei competitivi di videogames nel nostro Paese e nel resto del mondo. «L’idea di vedere gli eSports approdare alle Olimpiadi non è affatto un miraggio, ma un obiettivo raggiungibile. Per farlo, però, bisogna creare una cultura di questo settore che dia regole certe e adeguate e, soprattutto, che metta al centro il giocatore» ha sostenuto Angelo Cito, presidente della Federazione Italiana Taekwondo, tra le prime a recepire l’apertura del CIO e a muoversi attivamente per la diffusione e lo sviluppo degli eSports in Italia: «L’impegno che abbiamo assunto, come Fita - ha aggiunto Cito - è quello di provare a organizzare questo fenomeno: e a breve partiremo con le attività di tesseramento dei giocatori, almeno per quanto riguarda i giochi di lotta, con l’organizzazione di eventi e con la formazione». Si è parlato, logicamente, anche di numeri, con Laura D’Angeli, responsabile della business Unit Gamification di Mag Consulenti e Associati. «Se guardiamo i numeri che descrivono il fenomeno degli eSports a livello globale ci rendiamo conto che abbiamo a che fare con un fenomeno enorme e forse senza paragoni, con oltre 500 milioni di videogiocatori che giocano a livello competitivo e tra questi, più di 220 milioni lo fanno almeno una volta al mese» ha spiegato D’Angeli. Chiara Sambaldi, direttore dell'Osservatorio sul gioco dell'Eurispes, ha affrontato invece l'aspetto giuridico del fenomeno: «La giusta collocazione per gli eSports potrebbe essere quella all'interno di una federazione nazionale, visto il tasso di agonismo. In realtà nell'ordinamento sportivo esistono anche le discipline sportive associate, che non sono nazionali, ma sono una sorta di categoria intermedia, dove sono contenute discipline sportive nuove o discipline, come il bridge, che hanno una connotazione sportiva minore. Si potrebbe quindi pensare per gli eSports anche a un passaggio intermedio di questo tipo». RED/Agipro

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