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Ultimo aggiornamento il 23/03/2019 alle ore 20:41

Attualità e Politica

29/01/2019 | 16:29

La Commissione Ue abbandona i giochi: addio al Gruppo di esperti comunitari

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commissione ue gruppo giochi

ROMA - Il “no” al rinnovo del mandato al Gruppo di esperti europei, incaricato dal 2012 di promuovere lo scambio di informazioni per migliorare le diverse regole nazionali, ha ufficializzato il definitivo passo indietro della Commissione Europea dal mercato del gaming. Il primo segnale chiaro e forte era arrivato nel dicembre 2017, quando Bruxelles aveva chiuso tutte le procedure di infrazione pendenti contro alcuni Stati membri dell’Unione. La Commissione aveva specificato che tra le proprie priorità politiche non c’era più l’utilizzo dei poteri di infrazione per promuovere un mercato unico della Ue nel settore dei servizi di gioco d’azzardo online. Da oltre un anno, quindi, alla Corte di Giustizia è di fatto demandata la soluzione delle (tante) controversie: l’unica autorità con potere di intervento nel settore si muoverà – in ogni caso - sempre e soltanto dietro azioni legali promosse per potenziali violazioni del Trattato UE a livello nazionale. Ora, arriva la doccia fredda della chiusura del “Gruppo di esperti” comunitari, dal quale hanno preso il via - anche su spinta dell'Italia, dal 2009 in possesso di un set di regole che ha ispirato diversi paesi europei - alcune delle più rilevanti iniziative degli ultimi anni: l’Action Plan sul gioco online, la Raccomandazione del 2014 su protezione dei minori e pubblicità (consentita in particolare per distinguere gioco legale da illegale), l’accordo tra Stati europei per lo scambio di informazioni sugli operatori. L’ultima traccia di quello che è stato – negli ultimi sette anni - il tentativo di dare un senso comune all’Europa dei giochi rimane quindi il progetto di armonizzare almeno la reportistica delle autorità di gaming europee. Il compito è stato affidato agli istituti Cen e Cenelec, sotto la guida del regolatore belga Peter Naessens e di Claire Pinson, top manager dell’Arjel. Secondo alcuni, potrebbe essere il primo passo per riproporre il tema del gioco al prossimo Governo comunitario che nascerà tra qualche mese, dopo le elezioni europee.

NT/Agipro

 

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