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Ultimo aggiornamento il 30/11/2020 alle ore 15:10

Attualità e Politica

11/11/2020 | 12:18

Concessioni gioco online: per l'Avvocatura di Stato manca norma primaria sulla proroga, ma gli operatori spingono per la continuità

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concessioni gioco online tar lazio

ROMA - La nota Adm con cui è stato comunicato agli operatori il distacco delle concessioni online «è un atto dovuto», in presenza di un termine indicato dalla legge e sottoscritto anche con la convenzione di concessione. È quanto ha sostenuto l'Avvocatura di Stato nel corso delle udienze al Tar Lazio sul distacco delle concessioni online. Consentire la proroga tecnica, così come chiesto dagli operatori, creerebbe secondo l'Avvocatura una disparità di trattamento rispetto agli operatori che hanno partecipato alla gara bandita nel 2015 e svolta nel 2018, sostenendone i costi, oppure nei confronti delle società che, in vista della scadenza, hanno pure ritenuto opportuno parteciparvi. La proroga tecnica, senza una norma primaria che la preveda, sarebbe quindi una decisione contraria ai principi sia nazionali che europei sanciti in tema di affidamenti pubblici, e potrebbe essere a rischio infrazione.  
Diverso il punto di vista degli operatori, secondo cui il diritto comunitario è contrario a una proroga "sine die" delle concessioni: tuttavia, in mancanza di una gara che pure era stata prevista, l'interesse diventa quello di preservarne la continuità. Le società hanno sottolineato inoltre che le dichiarazioni rese ad Adm in audizione al Senato e i programmi di Governo sono dell'idea di preservare le attuali concessioni, anche per tutelare i giocatori che potrebbero deviare su canali paralleli. In ogni caso si rischia il paradosso, perché una norma primaria potrebbe valere solo per le concessioni in scadenza nel 2021 e non nel 2020, a danno degli operatori che già hanno ricevuto l'avviso per il distacco dal totalizzatore. LL/Agipro

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