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Ultimo aggiornamento il 25/10/2020 alle ore 19:32

Attualità e Politica

28/09/2020 | 11:41

Piacenza, Consiglio di Stato: "Via libera alla mappatura dei luoghi sensibili, sale giochi rispettino il distanziometro"

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ROMA - Nuova conferma del Consiglio di Stato sulla legittimità del "distanziometro" applicato dai comuni dell'Emilia Romagna nei confronti delle sale giochi. I giudici di Palazzo Spada hanno respinto il ricorso di un operatore contro la mappatura dei luoghi sensibili del Comune di Piacenza, in base alla quale alla società era stato ordinato di chiudere la sala di sua proprietà. Nella sentenza pubblicata oggi si legge che i provvedimenti del Comune «hanno seguito un percorso coerente» con le prescrizioni regionali sulla materia, che prevedono almeno 500 metri di distanza tra attività di gioco e luoghi sensibili come scuole e chiese. I Comuni, inoltre, sono tenuti a effettuare la mappatura degli spazi "off limits" e a concedere sei mesi di tempo agli operatori per la delocalizzazione delle sale in luoghi consentiti. Le norme a cui il Comune di Piacenza ha dato applicazione «perseguono un interesse pubblico primario e costituzionalmente assai rilevante: la tutela delle persone più esposte ai gravi rischi connessi al gioco d’azzardo» e in tale contesto, «anche la tutela del legittimo affidamento» per gli imprenditori «incontra un limite nell’esigenza di prevenire i rischi di diffusione delle ludopatie». I giudici respingono inoltre la tesi che provvedimenti abbiano «una natura ablatoria di un’attività economica»; si tratta, «piuttosto, di misure inserite in un complesso sistema di rilocalizzazione delle attività in questione, in ragione dei superiori interessi di tutela della salute pubblica». In questo senso è quindi legittima anche l'efficacia delle norme sul distanziometro per le attività già esistenti prima della legge regionale: «L’applicazione della distanza minima anche a esercenti già autorizzati non realizza una forma di misura retroattiva - conclude il Consilgio di Stato ma è funzionale al perseguimento dell’interesse primario tutelato dall’ordinamento». LL/Agipro

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