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Ultimo aggiornamento il 14/12/2018 alle ore 21:17

Attualità e Politica

04/12/2018 | 13:06

Convention Global Starnet, Casalone (esperto Gaming): “Contro le slot si è costruito un castello, la relazione dell'Iss lo ha fatto crollare”

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ROMA - «Nel 2002 c'era una vera emergenza nazionale, con i videopoker illegali, e il Governo di allora decise di intervenire. Ricordo la prima convention, il 4 dicembre 2004, nella quale illustrammo il progetto del primo apparecchio legale. Poco dopo lo presentavamo alla Comunità Europea». Così Vitaliano Casalone, esperto internazionale di gaming, nel corso della Convention dei gestori Global Starnet "Le regole del gioco. Il settore a confronto". Vitalone ha ricordato anche l'ingresso nel mercato delle Vlt. «Si era nel 2009-2010, si creò un solco tra i nuovi concessionari e i gestori. È entrata la grande finanza. Se pensiamo al punto in cui siamo adesso, la colpa non è soltanto della politica, ma è anche nostra. Quando gli apparecchi hanno superato le 400mila unità è nato il movimento No Slot, è arrivato il decreto Balduzzi. Oggi siamo arrivati all'Osservatorio e allo studio dell'Istituto Superiore di sanità. E i risultati non sono piaciuti. Perché si era creato un nemico: la slot, e la verità emersa dall'ISS, non è piaciuta. Le persone in cura sono 13mila. Si era costruito un castello contro le slot, e i numeri hanno detto altro».

«Prendiamo atto che questo settore è molto diviso, non c'è unità. Ci sono associazioni di gestori, associazioni di produttori, associazioni locali, non siamo tutti uniti. Poi c'è la Federazione tabaccai che va per conto suo – ha proseguito Casalone - Le divisioni del settore hanno impedito di avere una voce comune. Non abbiamo saputo rispondere, abbiamo subìto come se fossimo colpevoli, non abbiamo espresso opinioni, non abbiamo fatto nulla. Solo ricorsi, non siamo diventati influencer, non abbiamo fatto abbastanza. Abbiamo soltanto subìto. Chi ha investito dall'estero è perplesso, non capisce dove si va a finire. Ogni associazione mantenga la sua identità, ma c'è bisogno di una cabina di regia, che divenga interlocutore con i monopoli e con la politica». SA/Agipro

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