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Ultimo aggiornamento il 18/07/2018 alle ore 20:33

Attualità e Politica

27/06/2018 | 16:22

Dl Dignità, Coraggio (Dla Piper Italia): “Stop alla pubblicità un vantaggio per operatori non autorizzati”

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Cosa accadrebbe, dunque?

«Si tratta di una situazione che andrebbe a vantaggio delle società straniere prive di concessione: il divieto di pubblicità imposto agli operatori autorizzati darebbe il via libera per quelli che invece non hanno vincoli e potrebbero continuare a offrire giochi e a proporre pubblicità, viste le difficoltà di eseguire contestazioni all’estero. Tutto questo, ovviamente, senza pagare alcuna imposta allo Stato e con l’ulteriore beffa che gli italiani sarebbero comunque esposti a forme di pubblicità, ma incontrollate. Senza contare il danno per le casse dello Stato e per le società concessionarie. Infine, mi chiedo quale sia la copertura finanziaria di questa norma. Il divieto di pubblicità del gioco comporterà inevitabilmente una riduzione delle entrate dello Stato - parliamo di circa 10 miliardi all’anno - perché il calo dell’attività inciderà su imposte e canoni di concessione. A questo si aggiungerebbe il danno per tutte le imprese della filiera e le società che si occupano di pubblicità, ma il rischio di gioco patologico non diminuirebbe».

Che futuro per gli aspiranti concessionari online: come promuoveranno l’avvio del loro business italiano?

«Certamente questa proposta non rappresenta una forma di pubblicità positiva per il nostro Paese e per le società che vi vogliono investire. A mio giudizio, se la proposta sarà adottata, si aprirà un periodo di notevoli battaglie legali. Le società che pochi mesi fa hanno partecipato al bando per le concessioni di gioco online - e che non possono chiedere di essere escluse dalla procedura, perché vietato dai termini del bando - si troverebbero in una sorta di "limbo" con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli obbligata a chiedere il pagamento della concessione in un quadro giuridico notevolmente diverso da quello nel quale il bando è stato pubblicato».

Quali strade legali si aprono ora per bloccare il decreto in Italia e in UE?

«Attendiamo di leggere la versione finale del decreto. La versione attuale potrebbe portare a contenziosi che saranno rinviati con molta probabilità alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia europea. Resta in ogni caso il rischio che i concessionari possano subire notevoli danni economici che si tradurranno in contenziosi milionari contro lo Stato. L'auspicio è che non si adottino divieti "alla cieca" e ci si renda conto che l'attuale normativa sulla pubblicità dei giochi è già tra le più stringenti a livello mondiale. Il settore del gioco è parte dell'economia di tutti i Paesi a livello mondiale e questi divieti porteranno solo all'aumento del gioco illegale con rischi maggiori per i cittadini».  NT/Agipro

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