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Ultimo aggiornamento il 24/11/2020 alle ore 21:21

Attualità e Politica

28/04/2020 | 15:00

Coronavirus, As.tro: "Punti di gioco in grado di garantire sicurezza per la fase 2"

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ROMA - I punti di gioco andrebbero assimilati a esercizi commerciali come i negozi al dettaglio, perché al pari di questi il flusso di clienti è controllabile e possono essere adottate con facilità misure di sicurezza. È quanto scrive l'associazione di gestori slot As.Tro nella nota che segue il dpcm del 26 aprile, con cui si dà il via alla fase 2 dell'emergenza coronavirus. Il provvedimento contiene la strategia per la ripartenza di alcune attività produttive, ma non c'è «nessun riferimento alla riapertura degli ambienti che distribuiscono gioco». Le attività legate ai giochi sono state assimiliate ad altre attività di svago come le discoteche e i cinema, per le quali non è stata ancora calendarizzata la data per la ripartenza. «In realtà - scrive l'associazione - la realtà si discosta molto da simili tipologie di locali». La differenza, spiega As.tro, «è data dalla maggiore sicurezza che possono offrire i punti gioco: nelle sale dedicate, ad esempio, possono essere adottate con facilità misure di distanziamento sociale tenuto conto che, già da tempo, le stesse utilizzano misure di controllo stringenti sia con riguardo agli accessi, sia a ciò che avviene all’interno dei locali adeguatamente forniti di sistemi di videosorveglianza». Uguali considerazioni possono essere fatte per gli esercizi generalisti che offrono gioco, «in cui gli spazi dedicati agli apparecchi da intrattenimento sono già collocati in posizione defilata rispetto a quella parte del locale destinato all’attività commerciale prevalente e, dunque, facilmente controllabile». Secondo As.tro «sarebbe stato il caso di assimilare i punti che offrono gioco agli altri esercizi commerciali (quali, ed esempio, negozi di commercio al dettaglio, per i quali la ripartenza è prevista per il 18 maggio) in quanto il rischio di assembramento è controllabile e, soprattutto, evitabile, e possono essere facilmente adottati dei protocolli per la messa in sicurezza dei lavoratori e dei clienti». La chiusura totale, conclude l'associazione, «ha già messo in ginocchio centinaia di aziende e il suo protrarsi non potrà che aggravare lo scenario in cui molte di esse non saranno più in grado di riaprire». RED/Agipro

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