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Ultimo aggiornamento il 18/09/2020 alle ore 19:00

Attualità e Politica

21/04/2020 | 15:45

Coronavirus, As.tro scrive al Governo e a Zingaretti: "Misure di sostegno della Regione Lazio discriminatorie per le aziende di gioco"

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ROMA - L'esclusione delle aziende di gioco dalle misure di sostegno previste dalla Regione Lazio contro l'emergenza coronavirus è discriminatoria nei confronti di un settore legale e autorizzato dallo Stato. A scriverlo è l'associazione As.Tro, rappresentante dei gestori slot, in una lettera inviata al al Governo, al MEF ed al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. «Alcune regioni stanno operando discriminazioni a carico delle imprese del gioco, escludendole espressamente dai benefici economici deliberati per fronteggiare le conseguenze economiche dell’emergenza COVID-19», scrive As.tro. La segnalazione dell'associazione riguarda il provvedimento del 9 aprile con cui la Regione Lazio ha previsto il finanziamento alle piccole imprese la cui liquidita? è stata compromessa dalle conseguenze dell’emergenza. «La discriminazione che intendiamo segnalare è stabilita nel paragrafo titolato “Settori esclusi” dell’avviso pubblico - continua As.tro - Anche altre regioni stanno procedendo nella stessa maniera, addirittura giustificando espressamente l’esclusione sulla base di “motivi etici”». Un'esclusione, basata su motivi «soggettivi e nebulosi», che secondo l'associazione genera «discriminazioni a scapito di soggetti che operano nella piena legalità» e che rischia di rappresentare un «pericoloso precedente» nella gestione dell'emergenza economica. «Le imprese autorizzate all’offerta di gioco con vincita in denaro sono infatti pienamente riconosciute, regolate e controllate dallo Stato - si legge ancora - Tali caratteristiche rendono del tutto impropria l’equiparazione, operata nel documento in esame, delle attività di gioco pubblico alle altre attività anch’esse oggetto di esclusione, come la pornografia e il commercio di armi». Secondo As.tro «discriminazioni di tale natura esprimono, implicitamente, anche l’insopportabile idea di una distinzione tra dipendenti di serie A e di serie B», in questo caso nei confronti di un settore che dà allo Stato «un gettito complessivo di circa 12 miliardi annui». L'associazione fa quindi appello al Governo «per evitare discriminazioni  tra le diverse imprese che operano nella legalità: l’unico parametro che deve guidare la concessione di sussidi e benefici dovrebbe continuare ad essere rappresentato dal pregiudizio economico-occupazionale che la crisi sta cagionando all’intero settore economico legale». LL/Agipro

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