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Ultimo aggiornamento il 28/10/2020 alle ore 12:47

Attualità e Politica

24/04/2020 | 16:38

Le proposte per la Fase 2, Deidda (Fipe): “Quattro mesi di stop al cuneo fiscale: ecco come far ripartire le aziende del turismo”

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ROMA – «Il settore del turismo e della ristorazione è stato sicuramente uno dei più colpiti dalla pandemia di Coronavirus. Quello che stiamo cercando di fare è riconnetterci con il territorio rispettando sempre le indicazioni per la salute e la sicurezza di tutti». Giancarlo Deidda, membro del consiglio direttivo della Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, ha affrontato la situazione legata alla Fase 2 parlandone con Agipronews. 

La situazione è particolarmente complessa: «Purtroppo è tutto il settore ad essere in grande difficoltà. Il turismo e l’enogastronomia sono in emergenza. La Fipe vuole innanzitutto, nella Fase 2, recuperare la centralità della filiera che, solo in questo momento di grande criticità, si è capito essere centrale per l’economia italiana. Sono due le cose che appaiono fondamentali adesso: una chiara indicazione sul futuro e il credito per gli esercizi commerciali. Con il mio gruppo di lavoro stiamo mettendo a punto una proposta: il blocco del cuneo fiscale per i prossimi quattro mesi al settore turistico. Sarebbe un vantaggio per tutti: esercente, lavoratore e Stato che si ritroverebbe meno persone in cassa integrazione poiché i soldi risparmiati sarebbero reinvestiti nelle aziende e in chi vi lavora dentro. Per ora è solo un’idea: vedremo cosa accadrà».

La riorganizzazione degli spazi e gli ingressi contingentati sono un altro tema delicato: «Personalmente non la vedo una cosa così complicata. Certo bisognerà riadattarsi, gli spazi verranno rimodulati, probabilmente gli ingressi dovranno essere ridotti. È un qualcosa che andrà analizzato molto bene. La Fipe sta facendo proprio questo: chiedere sì il rispetto delle norme e delle indicazioni, perché la salute di tutti è al primo posto, ma anche rispetto per il cittadino e l’esercente».

Tra le strutture coinvolte ci sono sia 20mila esercizi di gioco (tra sale, corner e agenzie) sia le tabaccherie. Ieri è stato deliberato che, in varie tempistiche a partire dal 27 aprile, i giochi, all’interno delle stesse saranno riaperti: «La questione è molto delicata e complessa. Certo è che, restando nell’ambito delle tabaccherie che peraltro sono rimaste aperte, se c’è chi va lì per comprare sigarette o gomme o qualunque altra cosa possa servire, non vedo perché non si possano svolgere altre attività all’interno. Certo ci sarà da aspettare, da fare la fila, adottare misure consone: ma, di fatto, è quello che stiamo facendo quotidianamente» ha concluso Deidda.

GB/Agipro

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