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Ultimo aggiornamento il 24/10/2020 alle ore 21:38

Attualità e Politica

14/10/2020 | 11:08

Coronavirus, Stoppani (Fipe): “Nuovo Dpcm colpo per i locali pubblici, a rischio 350mila posti di lavoro”

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ROMA - «Le misure contenute nel nuovo Dpcm rappresentano un colpo mortale per un settore già in gravissima crisi che vede il rischio chiusura per 50.000 imprese e la perdita del lavoro per 350.000 lavoratori. Questo, numeri alla mano, il risultato se si proseguirà sulla strada delle chiusure anticipate, invece di incrementare i controlli per punire chi non rispetta le regole». Sono queste le parole, cariche di preoccupazione, di Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe - Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, esposte al termine del Consiglio direttivo. Il numero uno della associazione teme per gli esercizi del settore: «Bar, ristoranti, stabilimenti balneari, imprese di banqueting e catering, imprese dell'intrattenimento sono state le realtà più colpite dalla crisi economica determinata dal Covid. Ma sono state anche quelle meno supportate. Senza aiuti significativi e concreti, siamo destinati chiudere per sempre, rinunciando a uno dei fiori all'occhiello dell'offerta turistica nazionale e a un tassello fondamentale della filiera agroalimentare italiana».

La pandemia, e il conseguente stop delle attività, hanno colpito gli esercenti del settore: «Tra i nostri imprenditori c’è ancora chi deve pagare i debiti accumulati durante il lockdown di marzo e chi deve ammortizzare gli investimenti fatti per mettere il proprio locale in regola secondo il protocollo siglato a maggio» prosegue Stoppani. «È impensabile che si possa far fronte a una nuova riduzione dell’attività, mentre nessuno sta muovendo un dito per ridurre le spese cui i gestori dei pubblici esercizi sono tutt'ora costretti. Dagli affitti, al fisco. Se prima non si interviene in maniera decisa su queste due voci, non è possibile accettare nuove limitazioni al nostro lavoro».

RED/Agipro

(Foto Credits Facebook)

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