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Ultimo aggiornamento il 17/10/2018 alle ore 16:28

Attualità e Politica

08/05/2018 | 11:56

Tassa 500 milioni: tra incertezze e ricorsi versati allo Stato 333 milioni

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ROMA - La maxi udienza di oggi riporta in primo piano i ricorsi relativi alla tassa da 500 milioni di euro extra per slot e vlt, prevista dalla legge di stabilità 2015 e rinviata alla Corte Costituzionale dal Tar Lazio. Il provvedimento era stato rinviato alla Corte dai giudici amministrativi a novembre del 2015: il Tar aveva disposto il rinvio per esaminare, in particolare, le modalità di ripartizione della tassa sui singoli soggetti della filiera, che prevedeva il pagamento dei concessionari non in base al volume di raccolta delle giocate, ma «in quota proporzionale al numero di apparecchi ad essi riferibili alla data del 31 dicembre 2014». La tassa, inoltre, riguardava solo un segmento specifico del settore - in contraddizione rispetto a quando previsto dalla legge delega del 2014, che prevedeva il riordino generale del comparto - e avrebbe potuto «potenzialmente produrre un peso insostenibile per gli operatori della filiera».

Il pagamento della tassa era stato previsto in due fasi, ma in una situazione di totale incertezza sulla ripartizione dell’imposta tra gestori e concessionari. Furono questi ultimi a coprire in modo cospicuo la prima rata da 200 milioni, anticipando la somma dovuta dai gestori. I 300 milioni della seconda rata, però, non sono stati mai raggiunti, visto che i versamenti si sono fermati a 150 milioni, per un totale di 333 milioni dei 500 previsti.

LL/Agipro

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