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Ultimo aggiornamento il 14/12/2018 alle ore 11:22

Attualità e Politica

04/10/2018 | 19:21

Crisi Campione, Sindacati e associazioni scrivono a Di Maio e Salvini: "Istituzioni intervengano su grave situazione delle case da gioco"

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ROMA - Assicurare la continuità aziendale e la sostenibilità delle case da gioco italiane per salvaguardare il mercato e le potenzialità competitive di tutto il settore a garanzia dei ritorni economici e dei livelli occupazionali sul territorio. E’ questa la posizione unanime condivisa dalle organizzazioni sindacali di categoria (Slc Cgil, Fisascat Cisl, Uilcom, Savt, Snalc Cisal, Libersind, Confsal, Rlc, Siam) e dalle associazioni imprenditoriali di settore Federgioco e Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) espressa nel corso del tavolo di trattativa convocato a Roma per la definizione del primo contratto nazionale di lavoro del comparto. In una lettera trasmessa al ministro dell’interno Matteo Salvini e al ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio sindacati e imprese - si legge in una nota - sollecitano l’attivazione di un tavolo crisi che coinvolga tutti gli interlocutori del comparto.
Le parti, si legge nella lettera, «constatata l’assenza di risposte concrete ai ripetuti solleciti, nell’evidenziare l’importante ruolo di presidio e garanzia dello svolgimento del gioco legale in Italia, presente sul territorio da più di cento anni, ritengono indispensabile che le istituzioni si facciano carico della grave situazione derivante dal fallimento del Casinò di Campione e dello stato generale di crisi delle case da gioco italiane». Una crisi, sottolineano ancora sindacati e associazioni imprenditoriali, «ulteriormente compromessa ed aggravata dall’assenza di strumenti e interlocuzione che agevolino le possibili soluzioni per garantire un futuro alle aziende agli oltre 3000 posti di lavoro diretti e indiretti e relativo indotto» delle case da gioco.
«Abbiamo condiviso una linea comune per fronteggiare uno stato di crisi strutturale che necessita di un intervento istituzionale», ha spiegato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Fabrizio Ferrari sottolineando che «la trattativa sulla definizione della contrattazione nazionale deve proseguire di pari passo alla definizione di una adeguata riforma legislativa che tenga conto delle peculiarità del settore».
RED/Agipro

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