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Ultimo aggiornamento il 23/02/2018 alle ore 19:14

Attualità e Politica

23/01/2018 | 11:18

Gioco patologico, De Biasi (Pd): «La “questione territoriale” va ricomposta, Regioni e Stato devono collaborare»

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de biasi senato giochi

ROMA - «Se vogliamo agire sulla prevenzione e ragionare ad ampio spettro, bisogna parlare apertamente: il fenomeno del gioco compulsivo non deve essere nascosto. Ecco perché è cruciale la formazione degli attori sanitari: bisogna avere profili professionali adeguati e servizi che richiedono un potenziamento, perché le dipendenze cambiano e si evolvono». Lo ha detto la senatrice Emilia De Biasi (PD), presidente della Commissione Sanità, intervenuta in collegamento telefonico nel corso della presentazione del libro “Il senso del gioco” al Senato, del quale ha curato la prefazione. «Analogamente - ha proseguito - si dovrà intervenire sulla rete per la tutela dei minori, tema complesso ma ineludibile che non può essere risolto esclusivamente dal parental control».

Inoltre, «le Regioni che hanno competenza in materia di contrasto al gioco patologico devono adoperarsi affinché questi servizi abbiano un legame più stretto con le funzioni della Sanità e, insieme ai Ministeri, si occupino in modo dettagliato del fenomeno, anche chiarendo le relazioni istituzionali e i profili di competenza del dipartimento sulle dipendenza presso la Presidenza del Consiglio». L'obiettivo è quello di «ricomporre quella "questione territoriale" che ha visto aprirsi una frattura tra lo Stato centrale e gli enti locali proprio attorno al tema del gioco pubblico, cercando di arrivare non soltanto a un'effettiva mediazione ma anche e soprattutto a una fattiva collaborazione».
Bisogna coinvolgere gli operatori nel contrasto del gioco patologico: lo ha chiarito la senatrice Emilia De Biasi (PD), presidente della Commissione Sanità, intervenuta in collegamento telefonico nel corso della presentazione del libro “Il senso del gioco” al Senato, del quale ha curato la prefazione. «Bisogna parlare di responsabilità sociale di impresa: è vero che il gioco è un settore economico importante di questo Paese, e come tale non va demonizzato attraverso un approccio proibizionista, ma è necessario fare qualche passo indietro, per poter fare un passo avanti nel contrasto della dipendenza. Lavoriamo insieme per una cultura della prevenzione: la chiave è la moderazione».

La De Biasi si è poi soffermata sulle ultime leggi di Bilancio: «È stato inserito un finanziamento per il contrasto del gioco patologico ed è stato creato un Osservatorio», ma se questo strumento «non porta avanti delle iniziative concrete, come ad esempio le campagne di formazione nelle scuole, allora è semplicemente una fotografia della situazione. Una piccola quota delle entrate che lo Stato incassa dal gioco potrebbe essere investita nei servizi sociosanitari che si occupano della prevenzione e della cura».

MSC/Agipro

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