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Ultimo aggiornamento il 16/08/2018 alle ore 20:41

Attualità e Politica

26/07/2018 | 19:00

Crisi occupazione nei giochi, De Zolt (Cgil): “Porteremo l'emergenza all'attenzione del Mise, nei prossimi mesi migliaia di lavoratori a rischio”

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de zolt cgil giochi governo

ROMA - «Dai territori registriamo problemi gravissimi. La scelta delle amministrazioni locali di applicare riduzioni di orari e distanziometri sta portando molte aziende alla chiusura e alla perdita di posti di lavoro. Per questo chiederemo al Ministero dello Sviluppo Economico l'apertura di un tavolo di crisi». Lo ha detto ad Agipronews Luca De Zolt di Filcams Cgil, che insieme ai rappresentanti di Cisl e Uil ha partecipato questa mattina a Roma ad un incontro con i gli operatori del settore dei giochi pubblici. Un vertice sollecitato dalle stesse sigle sindacali proprio in considerazione dell'emergenza occupazionale che si sta verificando in alcune regioni italiane. De Zolt precisa che l'intento dei sindacati è unicamente quello di scongiurare la perdita di posti di lavoro: «Come confederazione abbiamo più volte partecipato a iniziative per la lotta alla ludopatia e crediamo vadano ridotte le occasioni di gioco. Ma le difficoltà del settore legale non fanno che alimentare l'illegalità e non possiamo certo pensare che un sistema illegale di gioco produca effetti positivi da un punto di vista sociale. Comunque, gli operatori del gioco faranno le loro lotte: per quanto ci riguarda, abbiamo incontrato le aziende perché esiste un grave problema dal punto di vista dell'occupazione. Gli operatori ci hanno confermato di voler procedere a licenziamenti. Parlano di riduzioni consistenti. È vero che spesso si tratta di imprese molto piccole che non hanno dipendenti, come nel caso di alcuni tabaccai, ma comunque se un'azienda chiude c'è sempre qualcuno che rimane senza lavoro». 
I sindacati si preparano così a chiedere al Mise l'apertura di un tavolo di crisi. Il Governo però non sembra disposto a fare grandi concessioni al settore dei giochi e il più intransigente di tutti è proprio il Ministro dello Sviluppo Economico Di Maio: «Nei prossimi mesi ci saranno migliaia di licenziamenti. Di questo un Ministero che si occupa di lavoro deve tenere conto e si deve assumere le relative responsabilità. Poi se troverà soluzioni alternative saremo tutti più soddisfatti».
MF/Agipro

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