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Ultimo aggiornamento il 14/12/2018 alle ore 21:17

Attualità e Politica

13/07/2018 | 11:33

Decreto Dignità, Gioacchini (Astro): “Il divieto di pubblicità danneggerà le piccole società sportive: a rischio il loro ruolo sociale”

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ROMA- Il divieto di sponsorizzazioni da parte del settore del gioco «causerà, seppur in maniera indiretta, molti “danni sociali” soprattutto a scapito delle così dette fasce deboli, in particolare i giovani». Paolo Gioacchini, vicepresidente dell’associazione di gestori slot Astro, commenta in una nota la norma prevista dal decreto Dignità. «Si è parlato tanto dei proventi di cui dovranno privarsi i grandi  club di serie A per il venir meno di importanti contratti di sponsorizzazione - continua Gioacchini - Fino a ora, però, nessuno ha parlato delle tantissime società sportive dilettantistiche che, anche a causa della crisi economica, fanno sempre più fatica per continuare la loro attività. Dal punto di vista sociale, il ruolo svolto da queste società attraverso lo sport e i valori che esso si porta dietro, è fondamentale». Per Gioacchini rimane dunque un «dubbio legittimo. Non è una certezza, perché il decreto contiene anche disposizioni a favore delle società sportive dilettantistiche, ma queste difficilmente riusciranno a risolvere i problemi causati dai divieti» previsti dal decreto. «È inevitabile - conclude Gioacchini - volgere lo sguardo ad altri paesi dove il mondo del “gambling”, senza ideologie e preconcetti, ha fatto scelte diverse dalle nostre: le ragioni dell’exploit della Gran Bretagna ai giochi olimpici di Rio 2016 con un bottino di 27 ori, 23 argenti e 17 bronzi sono da trovare in vent’anni di investimenti nelle discipline olimpiche grazie agli incassi della lotteria nazionale. La svolta ci fu nel 1994, quando per rilanciare l’arte, la cultura e lo sport, l’allora premier John Major decise di utilizzare il gettito del gioco d’azzardo legalizzato, regolamentato e con una pubblicità disciplinata. Da anni, pertanto, gli atleti britannici hanno super strutture dove allenarsi e disputare ogni disciplina. Tra il 2012 ed il 2017 l’investimento nazionale negli sport olimpici è aumentato dell’11%, ovvero oltre 400 milioni che hanno permesso ai britannici di eccellere nelle discipline olimpiche. LL/Agipro

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