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Ultimo aggiornamento il 15/11/2018 alle ore 20:37

Attualità e Politica

13/07/2018 | 17:21

Decreto Dignità, Di Feo (Amm. Giochi24): “Divieti indiscriminati alla pubblicità online favoriscono la ludopatia”

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decreto dignità di feo

ROMA «Un giocatore che cerca sui motori Internet la parola scommesse online o su un sito di informazioni una parola relativa al gioco - ad esempio per verificare i numeri estratti -  deve poter trovare, a sua tutela, la comunicazione relativa a “dove” giocare nelle forme consentite. Altrimenti avremmo il paradosso che l’utente - che oggi gioca legalmente e serenamente un euro a settimana - troverebbe solo comunicazione ed incentivi al gioco illegale su uno degli oltre 50.000 indirizzi esistenti al mondo, del tutto fuori controllo. Il risultato? I soldi finirebbero all’estero – e non recuperati ad altre attività produttive, come sperato – e si incrementerebbe la ludopatia». E’ il commento al Decreto Dignità di Paolo Di Feo, Amministratore di Giochi24, che sottolinea come debba emergere subito una «differenza tra quello che gli inglesi chiamano “lean back” - ovvero guardare passivamente – ed il “lean forward” ovvero la ricerca attiva. Speriamo in un supporto agli obiettivi politici dagli organi competenti, si può discutere su tutto ma in sede di conversione è dovere dei tecnici avvisare chi lo scrive sui punti che matematicamente aumenterebbero la ludopatia. Se il governo ha come sincera preoccupazione i giocatori patologici e fintanto che il gioco è legale, entrambe le parole - pubblicità e giochi - vanno chiarite e declinate, non sono tutte uguali. Se oltrepassiamo certi limiti si crea confusione nell’applicazione e creiamo precedenti concettuali; il codice della strada non vieta la pubblicità di ogni apparecchio, dalle radio ai telefoni, in ogni luogo con una sanzione minima di 50mila euro. Ma per evitare che si telefoni mentre si guida, che è sicuramente un’attività pericolosa, specifica chiaramente cosa si può e non si può fare», conclude Di Feo. NT/Agipro

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