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Ultimo aggiornamento il 25/09/2018 alle ore 13:57

Attualità e Politica

03/07/2018 | 17:03

Decreto Dignità, Razzante (presidente Aira): “Nessuna correlazione tra divieto di pubblicità dei giochi e ludopatia”

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ROMA - «Il divieto di pubblicità non risolverà i problemi di dipendenza da gioco: un giocatore compulsivo lo è a prescindere dalle promozioni che vede, quello che incide sul suo comportamento è l’effetto indotto da una patologia. Non c’è una correlazione diretta tra pubblicità e ludopatia». È il commento di Ranieri Razzante - presidente dell’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, Professore di Legislazione Antiriciclaggio all’Università di Bologna ed esperto del settore giochi - sulle misure previste dal decreto Dignità approvato ieri, che dispone lo stop totale a pubblicità e sponsorizzazioni dal gioco. «A una prima valutazione - spiega Razzante ad Agipronews - il provvedimento rischia di penalizzare le aziende italiane e di dare un vantaggio a quelle estere, magari prive di concessione statale». Entro la fine del mese è dunque previsto un tavolo di lavoro all’Aira, dove «discuteremo sul provvedimento e prepareremo un documento con le nostre osservazioni».
Per ora, le controindicazioni più probabili riguardano la pubblicità online: «Una società di gioco estera, senza autorizzazioni a operare in Italia, non avrebbe problemi a pubblicizzarsi inviando per esempio promozioni via mail, difficilmente rintracciabili e sanzionabili. Con un meccanismo del genere verrebbe penalizzato solo chi, come i concessionari italiani, segue regole precise per la pubblicità, regole dettate direttamente dall’Agenzia Dogane e Monopoli. Senza contare - continua Razzante - che le società estere interessate a entrare nel mercato italiano sarebbero fortemente disincentivate. Come potrebbero promuoversi una volta arrivate in Italia?». Il rischio, conclude il professore, è una situazione «di pesante concorrenza sleale tra le società autorizzate dallo Stato italiano e quelle estere». LL/Agipro

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