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Ultimo aggiornamento il 14/08/2018 alle ore 20:40

Attualità e Politica

30/07/2018 | 13:57

Decreto Dignità, la relazione di Centemero (Lega): "Affidata al Governo una riforma complessiva dei giochi"

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ROMA - Nel decreto Dignità «si affida al Governo il compito di proporre una riforma complessiva in materia di giochi pubblici in modo da assicurare l'eliminazione dei rischi connessi al disturbo del gioco d'azzardo e contrastare i giochi illegali e le frodi a danno dell'Erario». Lo ha detto il relatore del decreto Dignità, Giulio Centemero (Lega), nel corso della discussione generale in Aula alla Camera in cui ha illustrato il provvedimento. «L'articolo 9 bis, introdotto durante l'esame in sede referente, prevede che il Ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Ministro della salute, effettui il monitoraggio dell'offerta di gioco e riferisca annualmente al Parlamento. Detto monitoraggio è effettuato anche attraverso l'utilizzo di una banca dati che tenga conto dell'andamento del volume di gioco e della sua distribuzione nel territorio, considerando in particolare le aree più soggette a rischio di concentrazione di giocatori affetti da disturbo di gioco d'azzardo. Il MEF e il Ministro della salute devono riferire annualmente al Parlamento su risultati del monitoraggio», sottolinea.

«L'articolo 9-ter, introdotto anch'esso in sede referente, dispone che l'accesso degli apparecchi da intrattenimento per il gioco lecito (si fa riferimento, per esempio, alle slot machine e ai videolottery) sia consentito esclusivamente mediante l'utilizzo della tessera sanitaria, al fine di impedire l'accesso ai giochi da parte dei minori. Si prevede che siano rimossi dagli esercizi, dal primo gennaio 2020, gli apparecchi privi di meccanismi idonei ad impedire l'accesso ai minori. La violazione di tale norma è punita con una sanzione amministrativa i 10.000 euro per ciascun apparecchio». Infine «l'articolo 9-quater, introdotto in sede referente, istituisce il logo no-slot presso il MISE e consente ai comuni di prevedere per i pubblici esercizi e i circoli privati che eliminano o che si impegnano a non installare gli apparecchi da intrattenimento per il gioco lecito (videolottery e slot machine), il rilascio e il diritto d'uso del logo identificativo no-slot, demandando le condizioni per il rilascio del logo, nonché della relativa revoca con decreto ministeriale», conclude.
MSC/Agipro

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