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Ultimo aggiornamento il 27/10/2020 alle ore 11:00

Attualità e Politica

11/05/2020 | 15:57

Dl Rilancio, offensiva 5 Stelle su proroga concessioni e rinvio gare: misure a rischio, il gioco legale vacilla

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ROMA - Sarebbero a forte rischio alcune delle misure contenute nella bozza del Decreto legge “Rilancio” su cui da giorni sta lavorando il Governo. Nel corso delle interminabili riunioni che stanno precedendo il varo del Dl, dal fronte della componente governativa del Movimento 5 Stelle si sono levati attacchi e critiche alla proroga delle concessioni per scommesse, Bingo e gioco a distanza e al rinvio a metà 2021 delle gare scommesse e Bingo, due provvedimenti che avrebbero consentito al settore del gioco legale – chiuso da oltre due mesi e per ora privo di prospettive certe sulla riapertura – di recuperare nel tempo dall’emergenza-virus. La discussione è ancora aperta: secondo l’Ansa, la riunione del preconsiglio, preparatoria del Consiglio dei ministri, sarebbe slittata al tardo pomeriggio e non è da escludere, quindi, che il Governo possa riunirsi domani. Se dal Decreto dovesse essere stralciato l’allungamento delle concessioni, verrebbe anche meno il piano governativo di metter mano al conflitto con gli enti locali per risolvere l’annosa questione delle distanze dai luoghi sensibili e degli orari di apertura dei punti vendita. Un’altra brutta notizia per gli operatori del gioco legale. La relazione illustrativa al Dl Rilancio, al contrario, indicava l’allineamento delle licenze al 2022 come un’occasione per arrivare ad una soluzione. Si discute ancora anche sul contributo del settore scommesse allo sport. La bozza visionata da Agipronews non aveva fatto chiarezza sull’ammontare della stangata per il settore betting: se dovesse essere davvero pari all’1% sugli incassi di tutte le scommesse (retail, online, virtual), la cifra sarebbe di 145 milioni di euro, da aggiungere ai 430 già versati ogni anno, con un aumento (pesantissimo) del 33% per la filiera.  

NT/Agipro 

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