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Ultimo aggiornamento il 08/07/2020 alle ore 10:10

Attualità e Politica

16/05/2020 | 14:23

Decreto Rilancio, Zapponini (SGI) al "Sole 24 Ore": "Rilancio? In realtà siamo l'unico settore che subisce un aumento fiscale..."

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ROMA - «Non è rilevante solo quello che c'è, ma anche, purtroppo, quello che non c'è». Così Stefano Zapponini, presidente di Sistema Gioco Italia di Confindustria, al "Sole 24 ore". Il numero uno di SGI ribadisce che il decreto Rilancio «è punitivo nei confronti del settore con il prelievo aggiuntivo dello 0,30 per cento sulla raccolta delle scommesse». Una stangata per il settore che si aggiunge al «quadro di disomogenee norme regionali che generano un effetto espulsivo e che restituiscono l'immagine di un settore mal considerato e nel mirino». Il settore dei giochi, ricorda il "Sole 24 Ore" citando le elaborazioni Agipronews su dati ADM, ha sfiorato nel 2019 i 109 miliardi, in miglioramento del 3,24% per cento. Gli introiti per l'Erario sono saliti (+12,62%) a 10,9 miliardi e la spesa si è attestata a 19,3 miliardi di euro (+2,64%). Il lockdown si è però fatto sentire nel primo trimestre 2020, con minori entrate per lo stato pari a 427 milioni (-44%). «Con il prelievo aggiuntivo deciso dal Governo con il Dl Rilancio, il settore è l'unico che andrà a subire un aumento fiscale», continua Zapponini. Il tutto in un momento «in cui il settore è senza ancora una data e una prospettiva per la riapertura, con decine di migliaia di lavoratori in cassa integrazione». 

Sui protocolli per la riapertura in sicurezza, il presidente di Sistema Gioco Italia ricorda poi l'accordo chiuso con i sindacati per sale bingo, mentre il confronto con le organizzazioni che per le sale scommesse «partirà lunedì». Quanto agli ippodromi «il protocollo è pronto ed è stato condiviso con il Mipaaf». Per Zapponini il nodo è però a monte: «A livello governativo è evidente un pregiudizio negativo che parte da lontano. E il prelievo è solo l'ultimo atto di un percorso paradossale». Tutto ciò rischia «di restituire spazio al gioco illegale» e in questo senso ad assumere particolare rilevanza è il divieto di pubblicità introdotto con il decreto Dignità.«L'impossibilità di comunicare su giornali, Tv, si traduce nell'impossibilità di rendere riconoscibile il gioco legale rispetto a quello illegale a tutto danno del giocatore». Più in generale, il problema è soprattutto uno: «La mancanza di un'interlocuzione con questo Governo nonostante il fatto che, mai come in questo momento, le rappresentanze del settore siano unite». Per Zapponini serve invece «una riflessione sugli interventi che hanno riguardato e riguardano il settore prima che diventi troppo tardi». RED/Agipro

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