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Ultimo aggiornamento il 04/12/2020 alle ore 19:01

Attualità e Politica

10/11/2020 | 15:16

Decreto Ristori bis, Fipe: “Bene la velocità ma le risorse stanziate non bastano a coprire i costi di gestione”

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ROMA – «Apprezziamo la velocità con cui sono arrivati i primi accrediti, ma con l’accentuarsi della seconda ondata epidemiologica le risorse stanziate dal decreto ristori bis non sono sufficienti a supportare i pubblici esercizi costretti a interrompere nuovamente l’attività dopo l’ulteriore stretta. Questo nonostante il testo preveda un incremento di circa il 50% per le imprese delle zone con maggiori restrizioni, rispetto a quanto predisposto per il precedente decreto ristori». È quanto afferma la Fipe-Confcommercio attraverso una nota.

La Federazione evidenzia come le risorse stanziate non siano sufficienti a coprire i costi vivi di gestione: «La catastrofe che ha colpito il nostro settore avrebbe purtroppo bisogno di cifre diverse. Basti pensare che le risorse stanziate ad oggi solo per i ristori per i mesi di lockdown e il mese di novembre, dal DL Rilancio e dai DL Ristori e Ristori bis messi insieme, esclusi gli interventi sugli ammortizzatori sociali, arrivano a poco più di 1,6 miliardi di euro. Una cifra importante ma che non riesce a coprire i costi sostenuti dalle aziende nel periodo in questione (affitti, utenze, tfr, servizi, ecc.) che da soli si attestano a 2,4 miliardi».

La Fipe afferma così come la prossima legge di bilancio diventi fondamentale per superare questo momento: «Appare dunque evidente che gli sforzi fatti dal Governo, seppur apprezzabili per le intenzioni, non sono sufficienti a sostenere un comparto in profondissima crisi che non riesce a vedere alcuna luce in fondo al tunnel. Ricordiamo che solo per effetto delle ultime restrizioni che vedranno la chiusura forzata dei pubblici esercizi per il prossimo mese nelle regioni rosse e arancioni (il 38% del totale nazionale) andranno in fumo ancora tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro. Confidiamo nella prossima legge di bilancio per scelte ancor più coraggiose per salvare quante più imprese e posti di lavoro possibili».

RED/Agipro

 

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