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Ultimo aggiornamento il 28/11/2020 alle ore 22:52

Attualità e Politica

06/11/2020 | 13:14

Divieto pubblicità giochi, Agcom: "Google tenuta a rispettare le norme, le inserzioni non sono semplice 'hosting'"

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divieto pubblicità agcom google

ROMA - Anche Google è inclusa «indubitabilmente» tra i mezzi di comunicazione tenuti a rispettare il divieto di pubblicità sui giochi previsto dal Decreto dignità. È quanto si legge nell'ordinanza-ingiunzione dell'Agcom con cui l'Autorità ha disposto due settimane fa una sanzione di 100mila euro nei confronti di Google Ireland, che gestisce il motore di ricerca. La società era finita sotto indagine per l'inserzione Google Ads - il servizio di spazio pubblicitario - di un sito internet che consentiva agli utenti «di giocare fornendo link o attraverso il reindirizzamento a siti di gioco a pagamento» illegali, e gestiti da società con sede in Paesi extraeuropei. L'Agcom ha giudicato insufficienti le modifiche apportate da Google alle norme pubblicitarie dopo l'approvazione del decreto dignità. Queste «sono state modificate senza adeguare i parametri del software impiegato nella doppia attività di verifica». Nel caso in questione, l’inserzionista ha potuto inserire le parole chiave vietate da associare al suo annuncio «senza che la procedura di verifica messa in atto da Google ne inibisse la successiva pubblicazione». La procedura di controllo «è dunque incentrata su parametri errati», perché ha permesso a chi gestiva il sito "proibito" di aggirare uno dei livelli di verifica di Google. In questo caso specifico, inoltre, l'attività di Google «non pare in alcun caso qualificabile» come servizio di hosting: «Oggetto di contestazione, infatti, non è l’aver ospitato dei contenuti pubblicitari vietati, bensì averne permesso la diffusione tramite il servizio Google Ads». In base questa valutazione, dunque, Google Ireland «rientra indubitabilmente tra i soggetti destinatari del divieto di cui all’articolo 9 del Decreto dignità in quanto “proprietario del mezzo di diffusione” e, sub specie, quale “fornitore di servizi di indicizzazione a pagamento”». LL/Agipro

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