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Ultimo aggiornamento il 31/10/2020 alle ore 20:36

Attualità e Politica

16/05/2020 | 14:34

DL Rilancio, Confesercenti-FIEGL contro il prelievo dello 0,3%: "Non siamo il bancomat dello Stato"

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dl rilancio fiegl

ROMA - Anche la Federazione Italiana Esercenti Gioco Legale (FIEGL), promossa e organizzata da Confesercenti, punta l’indice sul Decreto Rilancio, che introduce un prelievo pari allo 0,3% del totale della raccolta delle scommesse sportive per finanziare il Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale. «Invece di ricevere tutele e garanzie da parte del Governo - si legge in una nota della Federazione - il settore si trova così ad essere considerato nuovamente un “bancomat” dello Stato, utilizzato per fare cassa sulla pelle dei lavoratori che rischiano ogni giorno di più di perdere il posto di lavoro». La FIEGL si oppone a «un nuovo aumento della tassazione nei confronti di un comparto che, più di ogni altro, è stato penalizzato dalla chiusura totale dell’attività a partire dal mese di marzo e che sta continuando tuttora a subire le conseguenze economiche della mancata riapertura, causata dall’erronea percezione che le attività di gioco si svolgano in luoghi non facilmente gestibili per la prevenzione del contagio». Le aziende del settore si trovano davanti a un'ulteriore problema «in merito all’accesso al credito negato da molti istituti per motivi “etici”»; nonostante questo, prosegue al FIEGL, tali aziende «stanno facendo la propria parte, effettuando cospicui investimenti per adottare tutte le misure idonee a garantire la totale sicurezza per i lavoratori e i giocatori e sono pronte a ripartire subito. Ma in assenza di un provvedimento autorizzativo della ripartenza, e con l’aggiunta della nuova tassazione adottata dello 0,3% sulla raccolta delle scommesse, vi è la fondata certezza che la gran parte dei punti di vendita non si troverà nelle condizioni di ripartire, con un pesante ed evidente risvolto occupazionale». Secondo la Federazione «il settore non sembra avere, agli occhi del Governo, pari importanza e dignità di altre categorie». La FIEGL ribadisce quindi «di non accettare assolutamente questo ulteriore balzello che mette a rischio la sopravvivenza dell’intero settore» e sottolinea il rammarico «di constatare, ancora una volta, come la categoria degli esercenti del gioco legale non venga considerata dal Governo come l’unico effettivo presidio di legalità sul territorio per la raccolta del gioco». RED/Agipro

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