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Ultimo aggiornamento il 20/08/2019 alle ore 20:22

Attualità e Politica

22/01/2019 | 17:13

eSports, Coraggio (Dla Piper): “Normativa italiana non al passo con i tempi, tornei potrebbero essere sanzionati”

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eSports Coraggio Dla Piper

ROMA - Il settore degli eSports è in continua crescita a livello globale, con ricavi passati dai 115 milioni di euro nel 2012 a una stima che supera il miliardo per il 2019, i tornei sono in crescita anche in Italia, ma il nostro Paese non ha ancora una normativa adeguata ad affrontare le sfide poste dalla nuova modalità di gioco. E’ quanto sostiene l’avvocato Giulio Coraggio, dello studio legale Dla Piper, in un intervento sul blog GamingTechLaw.

«Come spesso accade nei mercati in rapida crescita - spiega Coraggio - quando si presenta l'occasione, le normative vengono spesso lasciate indietro, o almeno le normative non sono in grado di tenere il passo con il mercato degli eSports che 10 anni fa non era rilevante e ora è il mercato sul quale tutti stanno investendo». L’avvocato ricorda che al momento il settore è regolamentato in maniera “ibrida”, con norme che si accavallano fra quelle relative alle manifestazioni a premio e la disciplina del “gambling”.

«I tornei di eSports hanno grandi potenzialità - spiega ancora Coraggio - ma devono fare i conti con notevoli restrizioni normative in Italia che possono essere evitate attraverso l'implementazione di un approccio attento».

Mentre per le manifestazioni a premio ci sono state in Italia sanzioni fino a 3 milioni di euro, il gambling non autorizzato implica condanne penali di recente elevate a 6 anni di carcere e multe fino a 50mila euro.

La normativa è complessa: ad esempio, la normativa sulle manifestazioni a premi è applicabile ai tornei di eSports indipendentemente dalla loro qualifica come giochi di abilità e di sorte, ma vieta premi in denaro o essere svolti all’estero.

Non è direttamente vietato, invece, per un operatore non italiano organizzare tornei internazionali online di eSports aperti anche ai giocatori italiani, a condizione che l’operatore abbia sede nell’Unione Europea, rispetti le norme del Paese in cui è stabilito e non preveda una quota d’ingresso e premi in denaro. Uno scenario diverso si applica ai tornei offline e ai tornei online con vincita in denaro la cui organizzazione potrebbe comportare sanzioni anche penali, se le opportune precauzioni non fossero adottate.

PG/Agipro

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