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Ultimo aggiornamento il 14/11/2018 alle ore 12:38

Attualità e Politica

31/10/2018 | 13:54

Giochi in Puglia - Polemiche, giravolte e il diktat di Emiliano: così è nato il compromesso sulla proroga

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ROMA - Una sorta di psicodramma, tra cambi di fronte improvvisi, telefonate, correnti al lavoro, interventi accalorati e accuse reciproche: la seduta del Consiglio regionale pugliese, che ieri ha rinviato di sei mesi l'entrata in vigore del distanziometro per le circa 700 aziende di giochi sul territorio, ha lacerato alleanze e schieramenti, provocando polemiche aspre. 

Decisivo, dietro le quinte, il volere del presidente Emiliano, che ha evitato di prendere parte alla seduta ma ha condotto i giochi. Volendo evitare una proroga troppo “drastica”, ha ispirato l'emendamento Santorsola (Noi a Sinistra), che ha introdotto il termine dei sei mesi, mitigando la proposta di legge Abaterusso (Leu), che differiva l'entrata in vigore del distanziometro fino all'approvazione di una normativa nazionale. L'emendamento è passato con 22 voti a favore, ma sei di questi sono arrivati dall'opposizione grillina. Gli altri 16 sono della maggioranza, escluso il Pd che, a parte il consigliere Campo, ha votato contro. 

Piuttosto forti le reazioni. Nino Marmo (Fi) ha parlato di “farsa”: «Dire che il problema sia quello della distanza dalle sale slot è una bufala clamorosa smentita dai fatti. Emiliano ha costretto il Consiglio a rincorrere accordi che lui avrà stretto con qualcuno, il centrosinistra ha votato un rinvio inutile». Dura la presa di posizione degli otto consiglieri del M5S, sei dei quali hanno comunque votato la proroga: «Oggi è andata in scena l'ennesima sceneggiata di una maggioranza spaccata, schizofrenica che non è più in grado di prendere una sola decisione. Completamente lasciata allo sbando da colui che dovrebbe guidarla, il presidente Emiliano Ponzio Pilato che anziché prendere una decisione mettendoci la faccia non ha avuto neanche il coraggio di presentarsi in aula. E' davvero il caso di dirlo: non si gioca a dadi con la vita delle persone». Abaterusso, firmatario della proposta di legge emendata, ha espresso invece soddisfazione: «Ora abbiamo sei mesi per approvare una nuova legge. Il distanziometro è inutile e dannoso per l'occupazione». 

MF/Agipro

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