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Ultimo aggiornamento il 08/08/2022 alle ore 16:02

Attualità e Politica

17/12/2021 | 09:10

Giochi, Freni (Sott. Mef): “Nessuna gara per le concessioni prima del riordino, legge delega in Consiglio dei ministri a gennaio e poi confronto con le categorie”

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freni legge delega gennaio senza riordino niente gare

ROMA - “Dobbiamo avere giudizio, senza sbagliare. E’ questa la ragione per cui in legge di Bilancio non c’è nulla sui giochi. Lavorare in fretta è un errore, come è successo in passato. Abbiamo preferito prendere più tempo, ma ciò non vuol dire che non avremo un sistema regolatorio in tempi veloci. La legge delega è sostanzialmente pronta, stiamo limando alcuni passaggi insieme agli uffici del ministero. E’ ragionevole pensare che arrivi in Consiglio dei Ministri nel mese di gennaio”.  Lo ha detto Federico Freni, sottosegretario al ministero dell’Economia con delega ai giochi, durante un convegno agli “Stati generali del diritto di Internet” in corso alla Luiss, a Roma. “Il fenomeno gioco – ci ha insegnato la pandemia – è unitario: chi vuole giocare troverà il modo di farlo, sia nei negozi sia online. Regolare in maniera differente l’online sarebbe un errore. Per le gare faccio lo stesso ragionamento: senza una regolazione omogenea - con l’accordo del Parlamento - qualunque ragionamento su gare e distribuzione sarebbe prematuro. Faremmo troppo in fretta qualcosa che dobbiamo fare nei tempi giusti. Non basta la politica, serve un confronto con tutte le categorie: non dobbiamo ascoltare un operatore del gioco ma tutti. Non ci sarà alcuna decisione senza aver sentito tutte le parti della categoria, da cui mi attendo contributi costruttivi. Prima che la delega approdi in Parlamento, ascolterò le categorie. Avrei voluto degli “stati generali” del settore, con concessionari, tabaccai, gestori. Il momento, a causa della pandemia, non è propizio ma vorrei farlo in qualche modo. Terremo conto delle opinioni di tutti, senza essere schiavi di nessuno. Il settore negli ultimi anni ha fatto passi avanti ma non a sufficienza. La colpa di questo è stata anche del legislatore, abbastanza colpevole. Non si è guardato ai problemi reali”, ha concluso.

 

NT/Agipro

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