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Ultimo aggiornamento il 12/07/2020 alle ore 17:28

Attualità e Politica

04/06/2020 | 15:45

Giochi, As.Tro scrive al Governo: "Attività ferme da marzo, necessari ammortizzatori sociali senza soluzioni di continuità"

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ROMA - Usufruire «senza soluzioni di continuità» del periodo di copertura esteso degli ammortizzatori sociali. È la richiesta dell'associazione di gestori slot As.Tro in una nota inviata al premier Giuseppe Conte, al Mef e al Ministero del Lavoro. Con il DL Rilancio, ricorda As.tro, «il periodo degli ammortizzatori sociali per i datori di lavoro «è stato esteso per altre 9 settimane» dopo le 9 già concesse a fine marzo, in piena emergenza epidemiologica. L'estensione è stata frazionata in due distinti periodi: «le prime 5 settimane vanno a prolungare, senza soluzione di continuità, le prime 9 settimane già previste  dal D.L. 18/20 (estendendo quindi il periodo a 14 settimane complessive), le restanti 4 settimane potranno invece essere utilizzate solo a partire dal 1° settembre 2020 e fino al 31 ottobre 2020». In questo modo, però, per le imprese titolari di sale giochi o apparecchi le ulteriori 5 settimane garantirebbero la copertura «soltanto fino alla metà del mese di giugno». Una circostanza che rende ancora più delicata la posizione degli operatori, le cui attività sono state sospese dall'8 marzo e per le quali il dpcm del 17 maggio ha prolungato la sospensione. «Dalla metà del mese di giugno, i datori di lavoro titolari di tali attività, si troveranno pertanto a dover gestire la spaventosa crisi economica in atto senza alcuna copertura degli ammortizzatori sociali - continua As.Tro - e senza la possibilità di poter avviare le procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo che sono state sospese sino al 18 Agosto 2020». Un nodo che rimarrebbe anche nel caso in cui alle attività legate al gioco venisse concesso il via libera dal 15 giugno: «Infatti, visto il lungo periodo di chiusura e le inevitabili restrizioni dell’offerta conseguenti alle misure precauzionali anti-contagio, non sarebbe possibile riavviare le attività a pieno organico». L'associazione chiede quindi al Governo di considerare «l’ipotesi di estendere a tutti i datori di lavoro la cui ripresa delle attività non è stata consentita dal DPCM 17 maggio 2020, la possibilità di beneficiare senza soluzione di continuità delle ulteriori 4 settimane di erogazione degli ammortizzatori sociali anziché, come al momento previsto, a partire dal 1° settembre». RED/Agipro

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