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Ultimo aggiornamento il 18/12/2018 alle ore 20:37

Attualità e Politica

23/11/2018 | 18:16

"Gioco non è attività speculativa": Tribunale di Milano scarcera indagato per autoriciclaggio

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ROMA - L'uso di denaro in giochi e scommesse non rientra «nel concetto di attività speculativa». Con questo argomento, i giudici del Tribunale del Riesame di Milano fanno cadere l'accusa di "autoriciclaggio" e scarcerano Roberto Sanna, 51enne ex dipendente del Comune di Milano, a cui era stato contestato questo reato per per avere reinvestito circa 300 mila euro, provento di una truffa nel settore del fotovoltaico, in giochi e scommesse. Al momento dell'arresto, il 31 ottobre scorso, il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il pm Luigi Furno avevano spiegato che si trattava di «una delle prime applicazioni dell'autoriciclaggio con reinvestimento di proventi illeciti in attività speculative, come le scommesse». Stando al testo della norma, commette questo reato chi reimpiega denaro frutto di attività illecite anche «in attività speculative». Nel ricorso al Riesame, il legale di Sanna, l'avvocato Mirko Mazzali, aveva sostenuto che «l'attività di gioco e scommessa non rientra nel concetto di attività speculativa e che l'indagato si è limitato a spendere quanto percepito per dedicarsi al gioco». Il pm nel corso dell'udienza ha sottolineato che «Sanna ha prelevato denaro in contanti per poi impiegarlo nel gioco al fine di creare una cesura tra il profitto illecito e il successivo impiego del denaro». I giudici, presieduti da Cesare Tacconi, hanno dato ragione alla difesa evidenziando che il concetto di attività speculativa, che si declina nello «svolgere operazioni finalizzate a ottenere il massimo guadagno in attività commerciali o finanziarie», è «ben differente dall'impiego del denaro in giochi e scommesse». Questo perché «l'impiego del denaro in giochi e scommesse (nel caso di specie costituiti da veri e propri giochi d'azzardo come le slot machine) rappresenta una mera spendita di denaro in attività che potrebbero anche non assicurare mai alcun guadagno». L'investimento del denaro nelle slot non è una condotta «in sé idonea a realizzare quelle operazioni di ripulitura sanzionate dalla norma, avendo Sanna semplicemente azzerato i propri conti per soddisfare la propria tendenza al gioco». RED/Agipro

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