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Ultimo aggiornamento il 27/05/2018 alle ore 11:58

Attualità e Politica

03/05/2018 | 19:31

Giochi, l'Ufficio Parlamentare di Bilancio: “Dal taglio di slot e punti di gioco, marcata riduzione del gettito”

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giochi bilancio

 

ROMA - Un viaggio nell'evoluzione del mercato dei giochi, con lo sguardo rivolto soprattutto all'aspetto fiscale: è la sintesi di un focus sul settore pubblicato dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio. Nel documento vengono ricordati i passaggi essenziali sui quali si è sviluppato l'intero comparto, passato dai 19 miliardi di raccolta complessiva del 2000 ai circa 100 miliardi toccati nel 2017. Dalle aperture del Decreto Bersani alle continue modifiche sul piano della tassazione; dalla sanatoria che ha portato all'emersione dei cosiddetti centri di trasmissione dati al recente boom del gioco on line.

La crescita delle entrate ha ovviamente allargato la filiera: secondo il Focus dell'ufficio Bilancio, «le imprese del settore sono circa 6.600 con ben oltre 100.000 occupati, di cui il 20 per cento della filiera diretta e l’80 per cento della filiera indiretta (punti vendita, tabaccherie, bar, autogrill, edicole)».


Erario e spesa, crescita costante – Il documento mette a fuoco la crescita del settore dal punto della spesa (cioè quanto rimane agli operatori al netto delle vincite) e delle entrate erariali (vale a dire la parte della spesa che finisce allo Stato). La spesa, circa 19 miliardi nel 2016, è stata peraltro messa in rapporto con il Pil. L'Italia, avverte lo studio, «nel 2015 si colloca al primo posto (0,8 per cento del Pil), dopo il Regno Unito (0,7 per cento), la Spagna (0,5 per cento), la Francia (0,4 per cento) e la Germania (0,3 per cento). L’Italia è superata dal Regno Unito solo in termini di spesa effettiva pro capite (rispettivamente circa 355 e 362 euro annui, per la popolazione adulta)». Quanto al prelievo tributario sul settore (al netto delle vincite), dal 2006 al 2016 «è passato da circa 7 a oltre 10 miliardi, corrispondente allo 0,6 per cento del PIL e oltre il 2 per cento delle entrate tributarie complessive». 


La previsione per il futuro: “marcata riduzione di gettito” - Il Focus si occupa anche del recente accordo raggiunto da Stato ed Enti locali per il riordino del settore e ricorda che l'intesa «deve ancora essere recepita mediante un decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, sentite le Commissioni parlamentari competenti». Ma dagli interventi previsti dall'accordo (riduzione degli apparecchi e dimezzamento dei punti di gioco) «potrebbe derivare una marcata riduzione di gettito». Di recente molte voci in ambito politico si sono sollevate chiedendo un inasprimento della tassazione sui giochi, ma lo studio avverte che «gli aumenti delle aliquote a fronte di una domanda di giochi che mostra generalmente una elevata elasticità al prezzo e, soprattutto, la riduzione dei punti di vendita potrebbero comportare una significativa flessione della raccolta complessiva, indebolendo la stabilità economica della filiera e causando una riduzione delle entrate erariali». MF/Agipro

 

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