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Ultimo aggiornamento il 23/03/2019 alle ore 20:41

Attualità e Politica

22/01/2019 | 17:20

Giochi in Emilia Romagna, Corsini (ass. Commercio): "Nessun ammorbidimento della legge, si tratta solo di buon senso normativo"

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ROMA - «Da parte della Regione non c'è nessun ammorbidimento nella lotta al gioco d'azzardo. È inutile cercare di trovare, nella nostra strategia contro le ludopatie, tentennamenti o ammiccamenti: non ce ne sono e non ce ne saranno. La chiusura, imposta dalla legge, di sale slot e videolottery nel raggio di 500 metri da luoghi sensibili, come scuole e ospedali, è certa e inesorabile». Così l'assessore dell'Emilia-Romagna al Commercio, Andrea Corsini, commenta alcune fonti di stampa secondo le quali la giunta regionale starebbe applicando un atteggiamento più flessibile e più tollerante verso le sale slot. «La delibera che abbiamo approvato ieri in giunta ha il solo scopo di chiarire alcuni punti della norma che rischiavano di generare problemi e confusione. In particolare - spiega Corsini - abbiamo agito su due fronti: il primo riguarda la proroga alle delocalizzazioni e il secondo la mappatura dei luoghi sensibili da parte dei Comuni. Nel primo caso abbiamo dato ai Comuni stessi la possibilità di prorogare per massimo sei mesi e valutando caso per caso, la delocalizzazione, ovvero lo spostamento delle attività da chiudere, in una zona libera da strutture sensibili. Ma spostamento o chiusura non sono negoziabili».

Nel secondo caso, aggiunge ancora l'assessore, «si tratta di buon senso normativo. Mi spiego: se la sala si sposta, su indicazione del Comune, in una zona dove non ci sono luoghi sensibili e dopo poco la situazione cambia, ad esempio apre una casa-famiglia, che si fa? È ovvio che la struttura dovrà spostarsi perché incompatibile con la legge, ma è altrettanto ovvio che dovrà avere il tempo per delocalizzare di nuovo e trovare, in base alla nuova mappatura del Comune, un luogo diverso privo di zone sensibili nelle immediate vicinanze in cui insediarsi. Il fine di questa disposizione, lo ripeto, non apre una contrattazione: la sala dovrà necessariamente e obbligatoriamente spostarsi di nuovo, ma con tempi sostenibili sia per il Comune, sia per l'impresa che ha investito nella struttura». Corsini ribadisce infine che «Siamo sempre stati molto molto attenti a disinnescare e combattere i fenomeni di dipendenza dal gioco patologico. È una questione che abbiamo affrontato sia dal punto di vista sanitario con investimenti di oltre 7, 4 milioni di euro per la cura e la prevenzione delle dipendenze assegnati dal Fondo per il gioco d'azzardo patologico 2018-2019, sia con incentivi agli esercizi commerciali che aderiscono al marchio 'Slot free ER' con un raddoppio, nel 2018, dei contributi passati a 300mila euro e che hanno permesso di approvare 30 progetti da Piacenza a Rimini». RED/Agipro

 

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