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Ultimo aggiornamento il 18/09/2020 alle ore 19:00

Attualità e Politica

20/02/2020 | 16:46

Stretta sui giochi nel Lazio, Pastorino (Sts-Fit): "Misure fuori tempo massimo, così si mette a rischio la comunità"

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giochi lazio pastorino

ROMA - «La stretta sui giochi della Regione Lazio non giunge inaspettata, viste le forze politiche notoriamente contrarie. Tuttavia, ritengo che la mossa arrivi fuori tempo massimo, in un momento in cui la tendenza è andare nella direzione opposta». A parlare è Giorgio Pastorino, presidente Sts-Fit, dopo la modifica della legge sul gioco d'azzardo patologico, approvata ieri dal Consiglio regionale del Lazio. Le nuove norme prevedono che gli esercizi pubblici (bar, tabacchi, ecc.) che non rispettano il "distanziometro" di 500 metri debbano rimuovere le slot entro 18 mesi, mentre alle sale sono concessi quattro anni di tempo, che diventano cinque per le autorizzazioni decorrenti dal 1° gennaio 2014. «Gli ultimi sviluppi in fatto di leggi regionali hanno una tendenza completamente opposta - continua Pastorino ad Agipronews - Per esempio, quelle approvate pochi giorni fa in Campania e Basilicata; ma anche le proroghe concesse in Puglia e in Liguria, senza contare l'apertura arrivata persino in Piemonte - e forse in Emilia Romagna - alla possibilità di discutere nuovamente le norme sul gioco. In quasi tutti i casi si salvano le attività già esistenti, il gioco torna alla rete specializzata, nessuno più punta alla chiusura». Per il presidente anche la delocalizzazione presenta più di un problema: «È una mossa difficile per le sale specializzate, perché economicamente molto dispendiosa, e impossibile per i tabaccai, già soggetti a norme precise sui punti di apertura». Secondo Pastorino il danno potrebbe essere doppio: «Uno diretto, che colpisce le imprese, l'altro che mette a rischio anche la comunità. Basta pensare al caso del Piemonte, dove sempre più spesso le operazioni delle forze dell'ordine portano alla luce apparecchi illegali che hanno preso il posto i quelli legali. Si pone un problema non di poco conto». Per quanto riguarda il Lazio, la Sts-Fit proverà ancora a riaprire il dialogo con la Regione: «Avevamo già chiesto un'audizione, ma forse il Consiglio Regionale aveva fretta di approvare il provvedimento - conclude Pastorino - Lavoreremo comunque per creare un tavolo di confronto e pensare a qualcosa di più utile». LL/Agipro

 

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