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Ultimo aggiornamento il 20/04/2021 alle ore 10:08

Attualità e Politica

04/02/2021 | 10:11

Giochi in lockdown, l'operatore romagnolo: "Tutte le aziende lavorino per la ripresa del Paese, anche le nostre. Incomprensibile lo stop nelle zone gialle"

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giochi lockdown

ROMA - «Il principio che va sostenuto con forza è che in una situazione drammatica come questa, tutte le aziende in grado di rispettare i protocolli di sicurezza possano lavorare e contribuire alla ripresa del Paese, senza discriminazioni. Siamo tutti collegati e interconnessi verso l'obiettivo di ripresa, e ognuno deve dare il suo contributo». Riccardo Sozzi, milanese, 49 anni, è uno dei dirigenti d'azienda del settore giochi duramente messo alla prova dall'emergenza sanitaria. L'azienda romagnola di cui è uno degli amministratori - una delle maggiori del comparto - si occupa del noleggio di slot machine e della gestione di sale in tutta Italia, soprattuto al centro-nord. Attività al momento ancora ferme dopo gli ultimi Dpcm con cui il Governo uscente ha prolungato la chiusura della rete fisica di gioco. «Dopo oltre sei mesi di stop la situazione è complicata - racconta ad Agipronews - L'auspicio è che ci diano la possibilità di ripartire, almeno nelle zone gialle, equiparandoci alla maggiore parte degli esercizi commerciali già aperti».

Con 360 dipendenti e più di vent'anni di storia, l'azienda sta provando a sostenere il suo capitale umano: «È una società di fatto a proprietà familiare e come sempre in questi casi c'è un rapporto stretto tra imprenditore e collaboratori. Abbiamo messo in campo tutti gli sforzi possibili per tutelarli, ma dopo un lockdown così prolungato la condizione è difficilmente sostenibile», continua Sozzi. «C'è un grande sforzo di comprensione tra azienda e lavoratori, si cerca di rispondere nel modo migliore possibile alla crisi, contando anche sul rapporto diretto che abbiamo con i dipendenti. Negli ultimi anni abbiamo sempre cercato di preservare il più possibile il lavoro, l'azienda ha tenuto duro nei momenti più complicati per mantenere alto il livello occupazionale senza le logiche esasperate delle grandi società, che tagliano appena c'è calo o flessione dei ricavi. Si cerca di tenere duro», prosegue. 

La priorità assoluta è ora «una riapertura rapida. Siamo attività legali, iper controllate da ogni punto di vista e con rigidi protocolli di sicurezza sanitaria. Non si comprende perché siamo tenuti ancora fermi». In vista di un nuovo Governo, Sozzi si augura anche «una nuova attenzione sul comparto, sulla sua vera identità ed essenza. Bisogna abbandonare concetti demagogici che demonizzano il settore del gioco legale, fatto di operatori che esercitano attività di pubblico servizio per lo Stato. Non vogliamo riconoscimenti particolari, nessuno vuole la beatificazione del settore, ma ci deve essere riconosciuta la stessa dignità che viene data ad altri settori dell'economia legale». Come operatori autorizzati dallo Stato «garantiamo introiti economici per l'erario a beneficio di tutta la comunità, ma siamo anche un presidio di legalità - conclude - Pochi settori sono così controllati e garantiti per il consumatore finale e l'opinione pubblica deve esserne al corrente». LL/Agipro

 

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