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Ultimo aggiornamento il 11/05/2021 alle ore 20:47

Attualità e Politica

13/04/2021 | 14:47

Giochi in Piemonte, Iaccarino (As.tro): "Approccio ideologico contro il settore, la legge di modifica introduce elementi di civiltà giuridica"

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ROMA - «È in atto una crociata che tende ad amplificare oltre ogni misura toni e comportamenti. Si sottovaluta il tema occupazionale, sino a negare le conseguenze dell’abolizione del comparto sui lavoratori che ne fanno parte». È quanto dichiara Armando Iaccarino, presidente del Centro Studi As.tro, alla vigilia della seduta del consiglio regionale del Piemonte, durante il quale verrà discussa la nuova proposta di legge per la regolamentazione del settore, fortemente criticata dalle forze politiche di minoranza. Ai lavoratori del comparto, secondo Iaccarino, «si rimprovera di “fare le barricate per difendere il gioco d’azzardo”. No, essi difendono il proprio lavoro, legittimo sotto ogni punto di vista, e quindi la vita delle proprie famiglie». Secondo il presidente del Centro Studi «la fotografia di un approccio ideologico» sulla questione «si deduce dai toni e dai contenuti». La legge di modifica, spiega, «mantiene inalterata l’impalcatura della legge n. 9/2016, sia sotto il profilo della prevenzione e della formazione che prevedendo misure di contenimento dell’offerta. Interviene sulla retroattività, introducendo un elemento di civiltà giuridica, e su quei parametri che portavano alla concreta impossibilità di operare sul territorio comunale», come la distanza minima di 500 metri. Il distanziometro per gli apparecchi da gioco viene mantenuto, così come l'individuazione dei luoghi sensibili, «rendendo però le regole più coerenti con l’obiettivo di contenimento dell’offerta, depurandole dagli effetti espulsivi propri delle precedenti disposizioni». Fino a questo momento, prosegue Iaccarino, è stato «evidente l’approccio ideologico, teso ad eliminare il gioco pubblico piuttosto che a contenerne l’offerta». I dati dell'Agenzia Dogane e Monopoli «dimostrano che la propensione al gioco non è diminuita, ma si è redistribuita tra le diverse offerte in misura quasi equivalente alla riduzione dei volumi di gioco tramite apparecchi». Delicatissimo anche il nodo illegalità, che misure particolarmente stringenti potrebbero favorire. Un rischio sottolineato «dal Ministro dell’Interno agli innumerevoli procuratori della Repubblica che si sono espressi sulla funzione positiva del gioco pubblico, al direttore dell’Agenzia delle Dogane ed ai più alti vertici della Guardia di Finanza che ne hanno delineato il ruolo di presidio contro l’illegalità». Secondo Iaccarino «l’approccio ideologico non fornisce soluzioni perché si ferma alla superficie e non coglie la complessità dei problemi. In diverse Regioni questo è stato capito, così come si è capito che occorre studiare tale complessità e confrontarsi con essa, specie nella particolare difficile situazione che il Paese sta vivendo».

RED/Agipro

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