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Ultimo aggiornamento il 14/04/2021 alle ore 20:06

Attualità e Politica

17/03/2021 | 15:22

Giochi in Piemonte, domani lavoratori in piazza per la modifica della legge regionale: no alla retroattività, danni a occupazione e gettito erariale

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ROMA - «L'abrogazione della retroattività», cioè dell'obbligo di rispettare il distanziometro imposto alle attività già esistenti all'entrata in vigore della legge contro la ludopatia: è questo il principale obiettivo dei lavoratori piemontesi del gioco lecito, in piazza domani a Torino per manifestare. Nel mirino c'è la legge piemontese numero 9 del 2 maggio 2016, che disciplina l'esercizio degli apparecchi da intrattenimento, sia slot che videolottery In particolare, nei comuni con popolazione fino a 5mila abitanti, l'installazione delle macchine è vietata in locali che distano meno di 300 metri (misurati in base al percorso pedonale più breve) da una serie di “luoghi sensibili”. Distanza che diventa di 500 metri nei comuni con più di 5mila abitanti.
L'elenco dei luoghi off-limits comprende scuole, centri di formazione, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, oratori, istituti di credito, sportelli bancomat, compro oro e stazioni ferroviarie. Ai comuni è inoltre data facoltà di individuare altri luoghi sensibili.

La normativa piemontese non si applica soltanto alle nuove aperture, ma stabilisce anche i tempi entro i quali le attività già esistenti devono adeguarsi al distanziometro, vale a dire chiudere o trasferirsi. Il primo termine è scaduto dopo 18 mesi dall'entrata in vigore della legge, alla fine di novembre 2017, e ha disposto la rimozione di tutti gli apparecchi installati negli esercizi pubblici (bar e tabacchi) sotto distanza. Il termine per i titolari di sale da gioco e sale scommesse è invece scaduto dopo tre anni, nel maggio 2019. L'ultimo step riguarda le sale con autorizzazioni decorrenti dal 1° gennaio 2014, a cui sono stati dati cinque anni di tempo per mettersi in regola. La scadenza è quindi fissata per il 20 maggio 2021.
Nel frattempo, la giunta di centro-destra guidata da Alberto Cirio, insediata nel giugno del 2019, ha programmato la modifica della legge. Il nuovo testo ha come firmatario il leghista Leone e prevede un distanziometro ridotto a 250 metri e la salvaguardia delle attività già esistenti. «La necessità politica di aggiornare la legge rimane ineludibile», ha detto al riguardo Andrea Tronzano, assessore al Bilancio e alle Attività Economiche e produttive della Giunta regionale. 

La situazione piemontese, a tre anni dai primi effetti della legge regionale, è stata oggetto di uno studio pubblicato nel novembre 2020 dalla Cgia di Mestre. Nel periodo 2016-2019 le slot in Piemonte sono diminuite di oltre 17 mila unità, una contrazione che sfiora il 60% e che determina una perdita di posti di lavoro pari a circa 1.700 unità. La perdita annua per l'erario, invece, è pari a circa 163 milioni tra Preu e canone concessorio, un taglio che sale fino a 200 milioni di euro se si calcola anche il mancato gettito legato alla riduzione di fatturato per le aziende del settore (minore Irpef/Ires, Irap, Contributi Previdenziali). 
Paradossalmente, però, la raccolta complessiva in Piemonte per l'intero comparto non è affatto in calo: accanto alla riduzione delle giocate delle slot per 990 milioni di euro, dal 2016 al 2019 si registra un aumento delle giocate in altre tipologie di giochi per un ammontare complessivo di 421 milioni di euro (+7%). A tutto questo si aggiungono dal 2020 le conseguenze del lunghissimo lockdown determinato dalla pandemia. Nello scenario ottimistico, nota la Cgia, la riduzione del fatturato medio sfiora il 40% rispetto al 2019, mentre in quello pessimistico il calo raggiunge il 45%.

 MF/Agipro

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