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Ultimo aggiornamento il 12/06/2021 alle ore 20:40

Attualità e Politica

24/04/2021 | 11:56

Giochi in Piemonte, Ricca (Lega): "Giunta al lavoro per il nuovo ddl: no al distanziometro retroattivo, tuteleremo chi ha investito"

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ROMA - Rimozione del distanziometro per le attività precedenti al 2016, intesa sulle tabaccherie e interlocuzione con Forza Italia per i bar. Questi i punti chiavi del nuovo ddl che la Giunta regionale del Piemonte sta elaborando per il settore giochi, dopo il ritiro della proposta Leone per la modifica delle legge regionale del 2016. «Ieri abbiamo avviato l'iter in giunta, tempo di limare gli ultimi dettagli e la approveremo lì, se riusciamo già nella prossima settimana. A quel punto dovrà stare trenta giorni in Commissione, per poi andare in aula, e dove faremo il più in fretta possibile», spiega a "La Stampa - Torino" l'assessore alla sicurezza, Fabrizio Ricca (Lega).
L'auspicio è approvarla «entro il prossimo 21 maggio in modo da permettere a imprenditori e lavoratori di continuare con la loro attività». Ricca è ottimista sul percorso in Consiglio Regionale del ddl: «I disegni approvati dalla Giunta hanno un iter più veloce rispetto a quelli del Consiglio, c'è la possibilità di fare una discussione più fluida». Nel frattempo continua il confronto tra le forze di maggioranza: «Dobbiamo limare i dettagli ma dalle parole di tutti i capigruppo credo che si vada verso una soluzione che faccia contenti tutti. Più in dettaglio, il provvedimento consisterà «nella rimozione della retroattività della legge del 2016, che applicava le limitazioni anche alle attività che avevano messo gli apparecchi nei due anni precedenti. Vogliamo salvaguardare il diritto all'impresa e tutelare gli investimenti di chi li aveva già fatti». Per quanto riguarda bar e tabaccherie Ricca spiega che per queste ultime «abbiamo già trovato l'intesa. Per i bar c'è un'interlocuzione con Forza Italia, che ha posto dei temi». Sulle sale slot l'assessore spiega che «chi aveva aperto tra il 2014 e il 2016 non dovrà andarsene. E non si tratterà di una semplice proroga alle scadenze del 21 maggio». Per le attività «che cadono nella retroattività» il distanziometro «non si applicherà; per le nuove attività rimarrà di 500 metri. Non stiamo dando il via al far west di settore, ma tutelando chi aveva investito. Una volta che risolveremo i problemi legati alla legge del 2016, fatta male, lavoreremo a un nuovo provvedimento». Sul possibile fuoco di sbarramento dalle opposizioni, infine, Ricca ammette che «lo faranno sicuramente, ma noi avremo la forza di cinquemila persone che rischiano di perdere il lavoro a supportare la nostra azione politica».

RED/Agipro

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