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Ultimo aggiornamento il 13/05/2021 alle ore 19:01

Attualità e Politica

15/04/2021 | 17:40

Giochi in Piemonte, i sindacati: "Restituire dignità ai lavoratori del settore, attenzione a ricadute occupazionali"

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giochi piemonte sindacati

ROMA - «Condividiamo i principi sanciti dalla legge in vigore e gli obiettivi e le finalità che la stessa intende perseguire. È necessaria però una presa in carico da parte del legislatore e della politica delle ricadute occupazionali e la responsabilità di individuare soluzioni, correttivi che scongiurino rischi e danni nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori». È quanto scrivono in una nota congiunta le sezioni piemontesi di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil a proposito del ddl sul gioco su cui è in corso il dibattito in Consiglio Regionale. «Buona occupazione, legalità e tutela della salute pubblica possono correre insieme di pari passo - si legge - e possono essere coniugate in positivo nel contrasto alle forme di dipendenza patologica, alle infiltrazioni malavitose, al diffondersi della pratiche illecite e del gioco d’azzardo».
Per i sindacati è prioritario «restituire dignità alle lavoratrici e ai lavoratori» del settore. Un comparto, ricordano i sindacati, «chiuso dal 2020 che vede coinvolti circa 150.000 addetti in tutta Italia, di cui una considerevole quantità operanti in Piemonte e dove non si intravedono prospettive di riapertura a breve termine». La pandemia «ha costretto queste attività aduna chiusura totale e prolungata e il futuro del settore appare sul piano occupazionale drammatico. Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, occupati presso le sale gioco, le sale bingo e le case da gioco sono sospesi dal lavoro da lunghi ed estenuanti mesi e nonostante il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, ancora in fortissimo ritardo sui pagamenti, i loro redditi si sono fortemente indeboliti». I sindacati fanno presente che le scelte del Governo Conte e di quello Draghi «stanno pesantemente compromettendo l’occupazione di un intero settore produttivo e, nel contempo, rischiano di alimentare un sistema di gioco illegale». Si è inoltre creata «un’alea di insopportabile pregiudizio» nei confronti degli stessi lavoratori, «che meritano rispetto e considerazione». Ad aggravare la situazione, concludono i sindacati, «si sono aggiunte anche le normative regionali. Le prescrizioni e le limitazioni sui siti di lavoro individuate dalla legge, nate in periodo pre-covid e che stanno entrando in vigore, richiedono molta attenzione e senso di responsabilità sociale, anche alla luce del contesto del tutto mutato».
RED/Agipro

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