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Attualità e Politica

27/09/2018 | 15:01

Giochi, Puglia: in Commissione sanità passa la proroga, sale giochi "salve" fino all'approvazione di una legge nazionale

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ROMA - La Commissione sanità della Regione Puglia ha approvato all’unanimità la proposta di modifica della legge regionale contro il gioco patologico, presentata dal consigliere Ernesto Abaterusso. La modifica, elaborata dopo un lungo confronto tra istituzioni e associazioni degli operatori, prevedeva la proroga dell’entrata in vigore di quanto è stabilito nella legge approvata nel 2013: la norma dispone almeno 500 metri di distanza tra sale e apparecchi da gioco e luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto e impianti sportivi. Il testo originario prevedeva l’immediata applicazione del “distanziometro” per le nuove attività, mentre per quelle già esistenti troppo vicine ai luoghi sensibili concedeva cinque anni di tempo - in scadenza il 20 dicembre - prima dello stop definitivo. L’emendamento presentato dal consigliere Abaterusso posticipava la piena operatività della legge al 2020, ma in una nota della Commissione si legge che «il termine stabilito dalla norma vigente, è stato prorogato, piuttosto che di due anni (così come proponeva il testo di modifica), alla data di emanazione del Testo Unico in materia di prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico». La norma pugliese, cioè, dovrebbe entrare pienamente in vigore solo quando sarà approvata una legge quadro nazionale che faccia chiarezza sulla collocazione dei punti di gioco. Dopo l’ok della Commissione Sanità, l’emendamento dovrà passare il vaglio dell’Aula durante il prossimo Consiglio regionale, ancora da fissare. Secondo quanto apprende Agipronews, sono inoltre in preparazione ulteriori emendamenti per estendere la proroga anche ai nuovi punti di gioco aperti dopo il 2013. Senza la proroga, riferiscono le associazioni degli operatori, l’80% delle sale giochi presenti sul territorio pugliese, tra cui 800 agenzie di scommesse (l’87% del totale), sarà obbligato a chiudere, mettendo in pericolo 6mila imprese e 20mila posti di lavoro. LL/Agipro

 

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