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Ultimo aggiornamento il 01/12/2020 alle ore 21:22

Attualità e Politica

19/10/2020 | 15:26

Coronavirus, Sapar contro dpcm e ordinanza Lombardia: "Provvedimenti senza criterio scientifico, necessario il confronto con il settore"

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giochi sapar distante dpcm

ROMA - «Constatiamo ancora una volta una disparità di trattamento con altri settori economici e ne siamo rammaricati. Il gioco pubblico è senza difesa». Domenico Distante, presidente dell'associazione Sapar, parla dopo il dpcm firmato ieri dal premier Giuseppe Conte - che ha limitato l'attività di sale giochi, bingo e scommesse dalle 8 alle 21 - e a pochi giorni dall'ordinanza del governatore della Lombardia, Attilio Fontana, che invece ha sospeso del tutto le attività del settore fino al prossimo 7 novembre. «Certe decisioni purtroppo vengono prese senza un criterio scientifico e senza un confronto con i soggetti interessati dalle disposizioni», spiega il presidente ad Agipronews. Riguardo al dpcm, Distante fa presente che la finestra consentita dal Governo collide spesso con i limiti orari stabiliti a livello locale, dalle Regioni o dai Comuni: «In alcune zone d'Italia, in pratica, l'attività sarebbe possibile solo per due ore al giorno. È chiaro che in una situazione del genere le difficoltà per imprenditori e dipendenti sono enormi. Al momento non sappiamo come gestirli, il rischio è la cassa integrazione, o il licenziamento. Decisioni pesantissime per persone che hanno preso impegni economici come i mutui e che hanno una famiglia sulle loro spalle». Distante esprime forti perplessità sul diverso trattamento orario rispetto ad altre attività: «I ristoranti possono chiudere alle 24, ma spesso è proprio in luoghi del genere che è difficile gestire il flusso di persone e il distanziamento, mentre nelle sale il controllo è più semplice». Sull'ordinanza della Regione Lombardia Distante torna a chiedere «il confronto con gli operatori di settore. È un provvedimento da revocare interamente, ora che c'è il dpcm». LL/Agipro

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