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Ultimo aggiornamento il 25/09/2020 alle ore 10:02

Attualità e Politica

08/05/2020 | 12:13

Giochi e distanziometro, Tar Puglia "salva" centro scommesse: "Nuove norme regionali consentono l'attività"

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ROMA - Le Questure pugliesi devono tenere conto delle modifiche introdotte alla legge regionale sul gioco, prima di decidere se concedere o revocare la licenza per la raccolta scommesse. A scriverlo è il Tar di Lecce nella sentenza pubblicata oggi, che accoglie il ricorso del titolare di un internet point di Grottaglie (TA) al cui interno era anche possibile scommettere. Un anno fa la Questura tarantina aveva revocato la licenza sulla base della legge regionale del 2013, che imponeva almeno 500 metri di distanza tra le sale e i luoghi sensibili come scuole e chiese. Solo una settimana dopo, però, il Consiglio regionale aveva approvato le modifiche alla norma: da giugno 2019 la distanza minima è passata a 250 metri e dal distanziometro sono state escluse le licenze di gioco già esistenti al momento dell'entrata in vigore delle nuove norme. La richiesta di riesame presentata dall'esercente era stata comunque respinta dalla Questura, una scelta che secondo il Tar è illegittima: le modifiche, scrivono i giudici, «hanno comportato di fatto un mutamento della situazione di diritto e di fatto esistente al momento della revoca della licenza, così rendendo compatibile l’attività del ricorrente sia con la normativa» sia con «la tutela della pubblica sicurezza». Oltre al "taglio" della distanza minima, le modifiche alla legge prevedono anche «la salvezza delle autorizzazioni comunque concesse prima della data di entrata in vigore della predetta disposizione normativa» e in fase di rivalutazione della licenza «anche tale circostanza andava puntualmente considerata». La Questura, in caso di revoca, deve quindi «esplicitare non solo i contenuti della nuova valutazione dell'interesse pubblico», ma anche «nuove situazioni di fatto e di diritto che possano o debban far propendere per il ritiro di un atto sfavorevole per il privato, ove non vi siano più ragioni per mantenerlo». Il ricorso dell'esercente è stato quindi accolto e la Questura dovrà procedere ora a una nuova valutazione della richiesta. LL/Agipro

(foto George Hodan)

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