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Attualità e Politica

24/04/2018 | 14:55

Liguria, al varo il nuovo testo unico sui giochi: cosa cambia rispetto alla vecchia legge

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ROMA - Prima una nuova proroga per tenere bloccata la vecchia legge e poi, ma non si sa quando, l'approvazione del nuovo testo unico sui giochi: il metodo Toti sta scuotendo la politica ligure, con l'opposizione compatta nel giudicare il nuovo testo una “sanatoria”, un favore a esercenti ed operatori, un passo indietro nella lotta alla ludopatia. Le differenze fra la legge firmata nel 2012 dall'ex Governatore Burlando e quella promossa dalla giunta attuale sono in effetti sostanziali, ma non a senso unico. La nuova normativa salva, è vero, le licenze attualmente esistenti, laddove la vecchia legge azzerava le slot su quasi tutto il territorio regionale; ma nello stesso tempo ha un testo più articolato riguardo alle nuove autorizzazioni, inasprisce il distanziometro e, a differenza della legge precedente, si occupa di prevenzione, cura, riabilitazione e formazione. Di seguito, una sintetica analisi dei due testi nei punti nevralgici. 

Distanziometro: da 300 a 500 metri - La legge del 2012 prevede che le autorizzazioni per le slot non siano concesse in locali posti a meno di 300 metri da uno dei punti sensibili. La nuova legge aumenta la distanza a 500 metri e specifica che il divieto riguarda «l'apertura di centri scommesse, di spazi per il gioco con vincita in denaro, nonché la nuova installazione di apparecchi per il gioco lecito».

Luoghi sensibili: escluse le scuole elementari - Nel testo attualmente sospeso i luoghi “proibiti” sono gli istituti  scolastici  di  qualsiasi  grado, i luoghi di  culto,  gli impianti  sportivi, i centri  giovanili, le strutture sanitarie e quelle ricettive per categorie protette. Un elenco che il nuovo testo ricalca piuttosto fedelmente, con un paio di differenze sostanziali: la scuola è considerata luogo sensibile solo a partire dalle medie (escluse quindi materne ed elementari) e vengono aggiunti all'elenco i compro oro. In entrambi i testi è prevista la possibilità per i Comuni di ampliare l'elenco dei luoghi sensibili, tenuto conto del particolare contesto urbano e dei problemi connessi a sicurezza, viabilità, inquinamento e disturbo della quiete pubblica. 

Orari: fino a sei ore di chiusura quotidiana - La legge del 2012 non fa menzione sugli orari di apertura delle sale o di accensione delle slot. Il nuovo testo, partendo dalla recente intesa Stato-Regioni (peraltro non ancora ratificata), dà la facoltà ai Comuni di «stabilire per le tipologie di gioco fasce orarie fino a 6 ore complessive di interruzione quotidiana».

Slot solo in bar e tabacchi - A differenza della vecchia legge, il testo unico attualmente in fase di approvazione stabilisce dei limiti alle nuove autorizzazioni per l'installazione delle slot. La licenza può essere concessa (ovviamente in accordo con il distanziometro) solo a limitate tipologie distributive, in cui rientrano principalmente bar e tabacchi. Si specifica inoltre che se un esercizio cambia la propria ragione sociale non ha bisogno di richiedere una nuova autorizzazione per le slot ubicate nei suoi locali.

Salve le vecchie autorizzazioni - Il punto che scava il fossato più ampio e decisivo tra vecchia e nuova legge. Quella firmata da Burlando stabiliva che anche le licenze esistenti dovessero soggiacere ai limiti del distanziometro, allo scadere dei cinque anni dall'approvazione della legge. Il provvedimento avrebbe tagliato quasi tutte le slot sul territorio nel maggio 2017, ciò che ha indotto la Giunta Toti a sospendere la legge per un anno. Il nuovo testo salva invece espressamente le autorizzazioni «già rilasciate al momento dell'entrata in vigore della presente legge».

MF/Agipro

 

 

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