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Ultimo aggiornamento il 15/11/2019 alle ore 19:02

Attualità e Politica

03/09/2019 | 11:35

Legge sul gioco in Veneto, Astro: "Distanziometro inefficace e dannoso per le aziende, lungo e immotivato l'elenco dei luoghi sensibili"

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ROMA - Rivedere le misure eccessivamente stringenti ed evitare situazioni di incertezza sulle norme contro la ludopatia. L'associazione di gestori slot Astro fornisce le sue osservazioni sul disegno di legge oggi al vaglio del Consiglio regionale del Veneto per il contrasto al gioco compulsivo. Le maggiori perplessità, si legge in una nota dell'associazione, riguardano le limitazioni per l'installazione degli apparecchi da gioco. La proposta di legge prevede una distanza di almeno 300 metri (per i comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti) e di 500 metri (per i comuni con popolazione superiore a 5mila abitanti) dai luoghi sensibili. «Ci siamo già più volte espressi sull’afflittività di tali limitazioni a scapito delle imprese del settore che operano nella legalità senza che siano stati dimostrati risultati positivi nella lotta al gioco patologico». Altro punto critico riguarda l'inserimento tra i luoghi sensibili «di spazi che non presentano concretamente tale natura». L'esempio più eclatante, secondo Astro, è quello «delle stazione ferroviarie e di autocorriere». Inoltre, «la distanza di 500 metri appare eccessiva rispetto alle esigenze da salvaguardare ed è tale, rapportata al numero rilevante dei luoghi considerati sensibili, da rendere praticamente impossibile l’avvio di nuove attività». Un vincolo ancora più pesante per gli operatori di settore, visto che sempre la legge limita l'apertura di nuove attività solo nelle zone destinate ad attività produttive. Dubbi anche sulla «facoltà riconosciuta ai Comuni di stabilire distanze ancor più penalizzanti e di inserire ulteriori luoghi sensibili rispetto a quelli già elencati nella legge regionale». Una previsione che alimenta «una situazione di incertezza del quadro normativo, tale da scoraggiare o mettere a rischio qualsiasi forma di investimento». L'associazione apprezza comunque la scelta di salvaguardare la attività esistenti, così come i programmi di formazione e di aggiornamento degli operatori di polizia locale e dei titolari e del personale delle sale gioco. Secondo Astro «appare ragionevole» anche limitare le fasce orarie di gioco, fino a un massimo di sei ore, anche se in questo caso sarebbe opportuno «evitare la frammentazione degli orari di apertura delle sale o di consentirne l’operatività soltanto nelle ore notturne». Per quanto riguarda la creazione di un Tavolo Tecnico permanente presso la Giunta Regionale, l'associazione auspica l'apertura alla partecipazione degli operatori di gioco, capaci di «fornire utili contributi per la prevenzione del gioco d’azzardo patologico grazie alla loro esperienza maturata “sul campo”». RED/Agipro

 

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